Tidjane Thiam si appresta così ad assumere le redini di Credit Suisse. Il passaggio di consegne con il dimissionario Brady Dougan avverrà ufficialmente a inizio luglio, ma il manager franco-ivoriano ha già anticipato alcuni fra gli orientamenti che seguirà una volta insediatosi alla testa della seconda banca elvetica.
"Forse c'è un problema di comunicazione e di immagine", osserva, sottolineando che ogni strategia aziendale dovrà essere comunicata con chiarezza. "È molto importante che l'istituto sappia farlo", ha affermato.
Un'immagine, quella di Credit Suisse, che ha senz'altro risentito della sanzione miliardaria inflittale nel 2014 dalle autorità degli Stati Uniti. Il nuovo CEO sottolinea però il "prestigio a livello internazionale" di Credit Suisse come uno fra i fattori, unitamente alla storia dell'istituto, che lo ha convinto ad accettare l'incarico.
Tidjane Thiam, che ha peraltro una discreta padronanza della lingua tedesca, si trasferirà presto a Zurigo. "Sì, verrò qui a vivere", ci ha confermato, precisando che con la Svizzera ha avuto finora esperienze positive. "Credo nell'esportabilità del marchio Svizzera. È molto forte".
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