Economia e Finanza

Eredità, firmato l'accordo con Parigi

Ma l'intesa deve ancora ricevere il via libera, tutt'altro che scontato, del Parlamento elvetico

  • 11.07.2013, 15:36
  • Ieri, 12:25
Widmer-Schlumpf con Moscovici

Widmer-Schlumpf con Moscovici

  • KEYSTONE

La ministra delle finanze elvetica, Eveline Widmer Schlumpf, è giunta giovedì in Francia per firmare, col suo omologo Pierre Moscovici, la nuova convezione sulla tassazione delle eredità.

Negli scorsi mesi le discussioni su questo accordo, che prevede che le imposte vengano prelevate in base al domicilio degli eredi e non del defunto (come stipulato nella convenzione del 1953), hanno suscitato diverse tensioni tra i due paesi.

In Svizzera sono infatti in molti a pensare che l'intesa sia troppo favorevole a Parigi e un via libera da parte del Parlamento elvetico appare tutt'altro che scontato.

Le modifiche della prima versione

Rispetto alla prima versione del documento sono state apportate tre modifiche dalla Confederazione. L'entrata in vigore innanzitutto è stata posticipata dal 1 gennaio del 2014 al giorno successivo la fine della procedura di ratifica da paret del Parlamento elvetico e dell'eventuale voto popolare, ciiò che eviterà ogni effetto retroattivo.

In secondo luogo affinché un erede sia considerato come un residente francese è stato aumentato il numero di anni di residenza è stato aumentato da sei a otto.

La terza ed ultima modifica riguarda i beni immobili detenuti tramite società che sono imponibili nello Stato in cui sono situati solo se il defunto (o la famiglia) detiene almeno il 50% di questa società.

Approvazione elvetica non scontata

L'approvazione della convenzione da parte elvetica, malgrado le modifiche, non è però scontata. Il 19 giugno scorso, con 119 voti contro 62, il Consiglio nazionale ha approvato una mozione, che fa esplicitamente riferimento ai negoziati con Parigi, con cui si chiede che gli immobili situati in Svizzera non devono in nessun caso venire tassati da Stati terzi.

(red.MM/PaB/txt/ats)

Carlo Lombardini

Carlo Lombardini, avvocato a Ginevra ed esperto di diritto bancario, ritiene che la Svizzera, firmando l’accordo con la Francia, abbia fatto tante concessioni, ma ottenendo poco o nulla in cambio. “La Svizzera non percepisce che è in una posizione di grande forza nelle negoziazioni”. A suo avviso, il nostro Governo è composto da persone molto corrette e oneste, ma forse troppo: “Il problema è che a livello internazionale le stesse cose non esistono. Bisogna avere delle visioni un po’ più scaltre e comportarsi come si comportano gli altri per poter governare una piazza economica così importante”.

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  • Carlo Lombardini al microfono di Alan Crameri

    RSI Info 11.07.2013, 15:19

  • OSPITE LOMBARDINI 11.07.13.MUS

    RSI Info 11.07.2013, 15:19

    • credits

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  • RG 12.30 La corrispondenza di Mattia Serena

    RSI Info 11.07.2013, 14:21

  • RG 12.30 La corrispondenza di Mattia Serena

    RSI Info 11.07.2013, 14:21

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