Economia e Finanza

Firme mancanti, la Posta non ha colpe

Sugli accordi fiscali non si sarebbe comunque votato

  • 05.10.2012, 17:55
  • Ieri, 12:36
Pirmin Schwander alla consegna delle firme. Quelle valide non sono risultate sufficienti

Pirmin Schwander alla consegna delle firme. Quelle valide non sono risultate sufficienti

  • KEYSTONE

Secondo il portavoce Mariano Masserini, la Posta non ha responsabilità nel fallimento delle raccolte di firme contro gli accordi fiscali con Germania, Gran Bretagna e Svizzera.

Diversi pacchi pieni di sottoscrizioni non erano giunti in tempo ai promotori dei referendum, l'Associazione per una Svizzera neutrale e indipendente, la Lega dei Ticinesi, la Gioventù socialista, i giovani dell'UDC e l'Alleanza dei contribuenti.

Ne sarebbero mancate ancora 14

Fra quelle mancanti ce n'erano 4'200 provenienti da Ginevra, di cui 1'453 riguardanti l'intesa con Berlino, che non sarebbero comunque bastate per far votare il popolo (ne sarebbero servite altre 14, visto che il totale convalidato è di 48'533).

Il comune sosteneva di averle spedite con un invio prioritario, ma l'ex regia federale oggi ha smentito: dopo accurate ricerche, risulta che l'incarto fu affrancato come raccomandata "economy" e consegnato a uno sportello per clienti commerciali il 26 settembre, cioè la vigilia del termine ultimo per la consegna alla Cancelleria federale. La Posta non aveva dunque nessun obbligo di recapitarlo entro 24 ore.

Scuse ginevrine

Messe di fronte all'evidenza, le autorità ginevrine hanno quindi riconosciuto l'errore, di cui si sono dette dispiaciute. "Prenderemo le misure necessarie affinché l'incidente non si riproduca", hanno fatto sapere.

L'ASNI, che attribuisce parte della responsabilità del fallimento dei referendum all'operato delle località coinvolte, sta valutando come muoversi e discuterà della faccenda nel corso della riunione del suo comitato direttivo, in programma il 29 ottobre prossimo.

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