Il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker ha confermato stamani in un discorso alla nazione quanto il ministro delle finanze Luc Frieden aveva già anticipato nel weekend in un'intervista a una rivista tedesca: il suo paese è pronto ad accettare lo scambio automatico di informazioni in materia fiscale a partire dal 2015.
La piazza finanziaria del Granducato, per Juncker è abbastanza solida per affrontare un cambiamento di tale portata, perché non vive "né di soldi in nero né di frode fiscale".
Il segreto rimane solo per i residenti
"Le disposizioni legislative in vigore per le persone fisiche residenti in Lussemburgo resteranno immutate. Questi beneficiari continueranno a essere sottoposti a una ritenuta alla fonte del 10% sui loro redditi da risparmio" e la riservatezza che finora costituiva la regola per tutti, ha precisato Juncker.
"Alleato" di Berna
Quello che finora era con l'Austria il bastione del segreto bancario all'interno dei Ventisette, e applicava una trattenuta alla fonte come la Svizzera, cede quindi alle pressioni dell'UE e degli Stati Uniti.
Conseguenze anche per la Svizzera, e Hollande preme
E dopo la decisione lussemburghese, anche per la Confederazione diventerà inevitabilmente più difficile sottrarsi a un passo analogo, tanto più dopo che oggi il presidente francese François Hollande, scottato dalla vicenda Cahuzac, ha annunciato la volontà di lottare "contro tutti i paradisi fiscali in Europa e al di fuori", con riferimento a qualsiasi paese che non collabori pienamente con la Francia.
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RG 18.30 L'intervista a Lars Schlichting della KPMG
RSI Info 10.04.2013, 20:09
RG 18.30 Il servizio
RSI Info 10.04.2013, 19:59
RG 18.30 L'intervista a Lars Schlichting della KPMG
RSI Info 10.04.2013, 20:09
RG 18.30 Le considerazioni di Eveline Widmer-Schlumpf
RSI Info 10.04.2013, 20:33
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