Sale ancora il debito dell'eurozona che, secondo quanto ha comunicato Eurostat, nel secondo trimestre ha raggiunto quota 90% del PIL, in aumento dell’1,8% rispetto ai tre mesi precedenti.
Profondo rosso in Grecia
Un balzo significativo è stato registrato in Grecia, dove l’indebitamento dello Stato è risalito al 150,3%, dopo che con vari interventi dettati da Bruxelles, era sceso al 136,9% nel primo trimestre.
Nonostante le varie manovre del Governo Monti il buco nelle finanze italiane, complice la grave recessione, ha raggiunto il 126,% del PIL (era al 123,7% nel primo trimestre). Ma conoscono incrementi dell’esposizione finanziaria anche altri paesi periferici della zona come il Portogallo, con un rapporto debito/PIL passato dal 112% al 117,5% in tre mesi, l’Irlanda, dal 108,5% al 11,5% e al Spagna, dal 72,9% al 76%.
Lontana la quota del 60%
In base ai criteri di Maastricht che sono statti enunciati per l’ammissione nell’euro a dine anni ‘90 gli Stati non dovevano superare una quota del 60% nel rapporto debito/PIL.








