Energia nucleare sempre meno redditizia. La centrale di Leibstadt (AG), la più grande e recente della Svizzera, ha infatti chiuso il 2014 nelle cifre rosse: il deficit si è attestato a ben 75,6 milioni di franchi anche a causa della continua diminuzione dei prezzi dell’energia che rende i costi di produzione superiore ai prezzi di mercato. Un risultato tutt’altro che positivo per le sue due grandi proprietarie, Axpo e Alpiq.
Gösgen (AG) chiederebbe invece i propri conti con perdite stimati attorno ai 4 milioni, indicava ieri l’edizione domenicale di Le Matin.
Per i reattori di Beznau (sempre in Argovia) non sono ancora disponibile dati ufficiali. Alla RSI, il consigliere nazionale Roger Nordmann (PS) – da sempre vigile sul settore – calcola però un deficit di 150 milioni. “È una stima basata sul paragone con altre centrali; sono convito che verranno chiusi anche per ragioni economiche: sono i due reattori in servizio più vecchi al mondo ma non sono più necessari per l’approvvigionamento energetico e sono un rischio per popolazione e ambiente”, ha affermato il politico vodese.
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