Sarò sincero: non pensavo che la Lex USA riuscisse a passare lo scoglio del Consiglio degli Stati anche perché i rapporti di forza tra i partiti indicavano una maggioranza di no al progetto di legge. Sappiamo però che al Consiglio degli Stati il peso dei cantoni si fa sentire, e la prova l'abbiamo vista anche oggi, con il liberale radicale zurighese Felix Gutzwiller o la socialista basilese Anita Fetz che hanno votato "sì" come si auguravano le rispettive banche cantonali - entrambe nel mirino delle autorità giudiziarie statunitensi - e non un "no" come auspicato dai rispettivi partiti.
Determinante è stato l’intervento di Eveline Widmer-Schlumpf nel dibattito sull’entrata in materia, un intervento di rara intensità e che è riuscito a smontare le tesi e le affermazioni del fronte dei contrari. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi su come votare, con le sue argomentazioni, la ministra delle finanze lo ha sicuramente convinto a votare la legge: è riuscita a far passare il messaggio che troppe incognite peserebbero sulla piazza finanziaria svizzera se questo testo non venisse approvato.
Ora il testo passa al Nazionale, dove il fronte dei no appare ben più forte. UDC, PS e PLR - i tre partiti che ricordo hanno preannunciato un no alla legge Stati Uniti - possono contare su 132 voti su 200, una maggioranza di due terzi, quindi un bel margine a loro favore. Prima però la legge dovrà superare lo scoglio della Commissione dell'economia. I giochi rimangono aperti.
*Corrispondente radio RSI da Berna




