L’accordo di libero scambio tra Svizzera e Cina che entrerà in vigore il primo luglio dovrebbe rilanciare le esportazioni del settore orologiero verso il paese asiatico che nei due ultimi anni sono calate di un quarto, anche a causa della lotta alla corruzione portata avanti da Pechino.
È quanto ha pronosticato Daniel Küng, direttore di “Switzerland Global Enterprise” in un'intervista rilasciata alla NZZ am Sonntag.
La riduzione dei dazi doganali, secondo il manager, permetterà alla Confederazione di economizzare 5,8 miliardi di franchi nei prossimi 14 anni. Il 60% delle spedizioni all’estero trarrà beneficio dall’accordo.
L'insieme dell'industria delle macchine, dell'equipaggiamento elettrico e dei metalli potrebbe risparmiare l'anno prossimo 50 milioni di franchi. “Si tratta di un aspetto vantaggioso sugli esportatori tedeschi”, ha detto Küng, il quale ritiene che un eventuale trattato di libero scambio tra l'Unione europea e gli Stati Uniti potrebbe invece penalizzare la Svizzera.
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