Economia e Finanza

Libor, multa da 1,4 miliardi per UBS

Prevista un'importante perdita trimestrale

  • 19.12.2012, 12:46
  • Ieri, 12:35
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UBS pagherà una multa 1,4 miliardi di franchi alle autorità statunitensi, britanniche e svizzere nell'ambito della manipolazione del tasso interbancario Libor. Lo ha indicato oggi l'istituto bancario elvetico.

In particolare, UBS verserà 1,2 miliardi di dollari agli Stati Uniti, 160 milioni di sterline alla Gran Bretagna e 59 milioni di franchi alla Confederazione. In giugno l'istituto di credito britannico Barclays, per mettere fine alle procedure nei suoi confronti, aveva patteggiato un'ammenda di 453 milioni di dollari.

Il numero uno svizzero nel settore ha inoltre annunciato di prevedere una perdita netta tra 2 e 2,5 miliardi nel quarto trimestre e 2012 per via degli accantonamenti che dovrà operare.

La FINMA ordina una confisca

L'autorità di sorveglianza dei mercati finanziari elvetica (FINMA) ha già ordinato la confisca di profitti di UBS pari a 59 milioni di franchi. La somma andrà nelle casse della Confederazione.

La FINMA ha poi precisato che il numero uno bancario elvetico "ha gravemente violato la legislazione svizzera sui mercati finanziari e le esigenze di organizzazione e di garanzia", ma non ci sono indizi che facciano pensare che la direzione dell'UBS fosse al corrente delle manipolazioni.

Una quarantina di collaboratori dovrà partire

Il presidente della direzione della banca, il ticinese Sergio Ermotti, si è detto deluso dallo scandalo. "Alcuni collaboratori si sono comportati in modo inaccettabile", ha dichiarato. Nei loro confronti sono stati adottati provvedimenti disciplinari. Circa 40 di essi hanno lasciato o dovranno lasciare l'istituto. "Simili casi non dovranno ripetersi", ha spiegato Ermotti nel corso di una conferenza stampa.

Manipolato anche il tasso sul franco

Per aumentare i suoi guadagni, tramite indicazioni false, fra il 2006 e il 2009 UBS è riuscita ad influenzare anche il tasso Libor in franchi, che serve da riferimento alla Banca nazionale svizzera per la sua politica monetaria, come ha reso noto la stessa BNS. L'istituto di emissione non ha però constatato distorsioni di rilievo e non intende abbandonare il libor, a cui guarda l'80% delle banche elvetiche.

Le reazioni: "sanzione giustificata"

La classe politica svizzera è unanime nel giustificare le sanzioni nei confronti dell'UBS, valutate come "appropriate" e "comprensibili" anche da PLR, PPD UDC. Il presidente liberale-radicale Philipp Müller parla di uno scandalo "di proporzioni storiche" e invoca un "cambiamento culturale" in seno alla banca, ma a differenza dei Verdi non ritiene necessario un intervento politico. Gli ecologisti invece raccomandano l'istituzione di una commissione d'inchiesta parlamentare. Quanto ai socialisti, puntano il dito contro Mark Branson, membro della direzione della FINMA e quadro di UBS in Giappone al tempo delle manipolazioni. Del manager, che in giugno si era autoricusato, decidendo di non partecipare all'inchiesta, vengono chieste le dimissioni. Marianne Binder, portavoce del PPD, infine, parla di misure "che danneggiano un'impresa e i suoi collaboratori" e sottolinea la necessità di intensificare i controlli interni.

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  • Il servizio di Luca Fasani

    RSI Info 19.12.2012, 13:10

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  • L'intervista di Anna Maria Nunzi a Sergio Ermotti

    RSI Info 19.12.2012, 13:27

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