In una seduta notturna, la commissione economica del Nazionale ha deciso di non fare altre concessioni nell’ambito dell’intesa fiscale con Germania, Gran Bretagna e Ausrtria. Così non devono essere forniti dati riguardanti presunti evasori che negli ultimi mesi hanno ritirato patrimoni dalla banche svizzere per indirizzarli in altri paesi.
Le domande raggruppate di paesi che cercano di individuare i loro contribuenti sfuggiti al fisco non dovrebbero avere effetto retroattivo. Con 18 voti contro 7, la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale propone al plenum di respingere questa possibilità.
Un effetto retroattivo potrebbe essere sfruttato come un'opportunità nella battaglia concernente l'accordo fiscale con la Germania. Sempre che quest'ultimo venga accettato, entrerebbe in vigore solo da gennaio. I contribuenti tedeschi avrebbero così tutto il tempo per ritirare i loro averi dalle banche svizzere per piazzarli altrove.
Il fatto di autorizzare domande raggruppate per fatti precedenti il mese di gennaio agevolerebbe il compito delle autorità fiscali tedesche nell'individuazione di contribuenti non in regola.
Da quest'estate, gli Stati membri dell'OCSE devono accettare le domande raggruppate. La Svizzera ha finora compiuto questo passo solo con gli Stati Uniti nella nuova convenzione di doppia imposizione, non ancora ratificata da Washington. Dovrebbe generalizzare questo riconoscimento nell'ambito della legge sull'assistenza amministrativa.







