Economia e Finanza

"Non si tocchino i rustici"

Residenze secondarie, la risposta ticinese a Berna

  • 20.06.2012, 18:20
  • Ieri, 11:38
rustici
  • KEYSTONE

Chiamato come tutti gli attori interessati a dire la sua sulla concretizzazione dell'iniziativa Weber, il Governo ticinese ha indirizzato oggi la sua risposta alla consigliera federale Doris Leuthard. Si tratta di una presa di posizione che ricalca quella congiunta dei cantoni alpini, a cui il Ticino ha partecipato attivamente.

Anche gli iniziativisti li vogliono salvare

Su un punto Bellinzona insiste: l'ordinanza federale, che regolamenterà la questione delle residenze secondarie fino all'elaborazione di una legge da parte del Parlamento, deve prevedere la possibilità di trasformare i rustici in abitazioni di vacanza. Persino i promotori dell'iniziativa, ricordano a Palazzo delle Orsoline, avevano assicurato che il testo non avrebbero messo in pericolo questo tipo di edifici storici, che solo con la trasformazione in residenze secondarie può essere preservato e servire a una valorizzazione del paesaggio.

Altre eccezioni da prevedere

Per il resto, il Consiglio di Stato si rallegra del fatto che le costruzioni già esistenti siano state sottratte al campo di applicazione del limite del 20% così come delle eccezioni per le nuove abitazioni, un elenco che però secondo il Ticino andrebbe completato includendo, oltre ai già citati rustici, le residenze affittate sul mercato da strutture turistiche organizzate e quelle utilizzate per soggiorni professionali o di formazione.

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