Dieci anni dopo il pensionamento dell’Almera, la Nissan torna ad animare la classe media (o segmento B europeo) con la la Pulsar, una piacevole 5 porte realizzata sulla piattaforma del diffuso SUV Qashqai. Il nome, in verità, è noto poiché era la denominazione giapponese della Sunny venduta in Europa negli anni ’80 e ’90, mentre è tutto nuovo il resto. Questa novità della Casa nipponica, lunga 4,39 metri, evidenzia un design curvilineo, un frontale dinamico che si ispira al look che caratterizza lo stile delle Nissan più recenti (Qashqai, Micra, X-Trail), è in grado d’offrire un abitacolo accogliente, confortevole, un equipaggiamento tecnologico di ottimo livello, unitamente a una meccanica vigorosa e sufficientemente briosa.
In effetti la nuova Pulsar (il cui nome è quello di una stella) sembra esser nata sotto i migliori auspici, poiché da un lato evidenzia un’estetica gradevole e non banale come è il caso di varie concorrenti e, dall’altro, giacché si rivela davvero piacevole al volante in virtù della scelta di propulsori efficienti e brillanti, accoppiati a un gruppo cambio-sterzo-freni-sospensioni che la pone ai vertici della sua categoria.
Viaggiando sia su tratti tortuosi, ma anche nel traffico urbano o su tragitti in autostrada, la Nissan Pulsar si rivela agile e sicura, rispettando al millimetro i comandi di chi guida. Le sospensioni correttamente calibrate assorbono al meglio le asperità della strada e, unitamente ai sedili ben profilati e molto imbottiti, assicurano danno modo a tutti i passeggeri di poter affrontare lunghe percorrenze senza patire più di quel tanto.
Frutto di un progetto inedito dalla punta del frontale filante alla coda ben proporzionata, il nuovo modello che va a inserirsi in un segmento molto combattuto e dominato da modelli come Volkswagen Golf, Ford Focus e Opel Astra si caratterizza pure per i fascioni paracolpi bombati, il parabrezza inclinato, le nervature su cofano e fiancate e i grandi gruppi ottici orizzontali posteriori. Le ampie superfici vetrate garantiscono una buona visibilità, per quanto i massicci montanti posteriori e il lunotto ridotto nelle dimensioni limitano la visibilità posteriore.
Nissan Pulsar, nata sotto una buona stella
Nell’abitacolo c’è abitabilità e spazio in abbondanza, tanto che la libertà di movimento per le gambe è molto superiore alla media e il padiglione rialzato permette di prender posto comodamente anche a persone di alta statura. All’interno è molto riuscito il design di plancia e consolle, con un aspetto genuino e concreto che le rende belle da vedere quanto semplici da utilizzare; il cruscotto ha due quadranti circolari ben leggibili e al centro integra lo schermo da 5” del computer di bordo, che si può impostare in modo da vedere navigatore, informazioni utili e segnali di vario genere, oltre ai dati sulle prestazioni del veicolo. Il sistema multimediale imbarcato può inoltre connettersi con uno smartphone, offrendo così l’opportunità di attivare applicazioni come Google, Facebook, eccetera.
Il vano bagagli di notevoli dimensioni (fino a 1'395 litri) è un ulteriore aspetto favorevole della Pulsar, benché la la soglia di carico un po’ alta da terra (71 cm) e il gradino di 21 cm che si crea abbattendo lo schienale del divano posteriore siano due nei che stonano rispetto al resto. In quanto alle dotazioni, questa Nissan adotta un gran numero di ausili elettronici di aiuto alla guida abituali su modelli di classe superiore, come l’Around View Monitor che controlla il perimetro attorno all'auto, il Nissan Safety Shield che avverte del del cambio di corsia, il sistema contro l'angolo cieco e il Moving Object Detection che rileva oggetti in movimento quando si manovra in retromarcia. Nella prima fase di commercializzazione la Pulsar sarà proposta con due motorizzazioni, ossia un 1,2 litri DIG-T turbo a benzina (115 CV, disponibile pure con il cambio automatico) e il Turbodiesel dCi di 1,5 litri (110 CV), a cui si affiancherà a marzo il 1,6 litri DIG-T da 190 CV; sono invece tre i livelli d’allestimento (Visia, Acenta, Tekna) con prezzi che variano tra i 20'990 e i 34'190 franchi.
Enrico Campioni














