L’Ucraina da oggi, sabato, ha ufficialmente un nuovo presidente. Petro Poroshenko ha giurato in Parlamento. Nel suo discorso inaugurale, ha chiesto ai separatisti pro-russi di deporre le armi e garantito ai mercenari un corridoio sicuro attraverso il quale lasciare il paese. Ha escluso inoltre un compromesso sulla Crimea.
Una ventina di capi di Stato stranieri, tra i quali anche il presidente della Confederazione e dell’OSCE Didier Burkhalter, ha preso parte alla cerimonia. Il consigliere federale è arrivato a Kiev venerdì e ha avuto un incontro con il premier ucraino Arseni Iatseniouk. I due hanno convenuto che occorre proseguire il dialogo nazionale per risolvere la crisi che dilania il paese. Si è parlato della proroga della missione OSCE oltre il 20 settembre e del disarmo delle milizie armate. È inoltre stato rinnovato l’appello per la liberazione dei collaboratori OSCE, scomparsi da fine maggio nelle regioni di Donetsk e di Lugansk.
Venerdì, durante le cerimonie del D-Day in Francia, Poroshenko ha accennato a delle prime prove di dialogo con il suo omologo russo Vladimir Putin.
Red. MM/ATS
RG 12.30 del 07/06/2014 La corrispondenza di Stefano Grazioli
RSI New Articles 07.06.2014, 14:20
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RG 12.30 del 07/06/2014 Il servizio di Lucia Mottini
RSI New Articles 07.06.2014, 14:19
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