La tregua temporanea tra Stati Uniti e Iran è iniziata mercoledì 8 aprile. L’accordo, raggiunto grazie alla mediazione del Pakistan, prevedeva una sospensione delle ostilità della durata di due settimane. Tra i punti principali dell’intesa figuravano la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’interruzione degli attacchi aerei condotti dagli Stati Uniti e da Israele.
La tregua si è da subito dimostrata estremamente fragile, perché nessuna delle due parti ha smesso di considerare l’opzione militare come lo strumento principale di pressione. Ma c’è ancora la possibilità che la tregua regga fino alla fine della prossima settimana? C’è la possibilità di un accordo tra Stati Uniti e Iran? Reto Ceschi a 60 minuti lo ha chiesto a Pejman Abdolmohammadi, professore di relazioni internazionali all’Università di Trento. “Diciamo che in questo momento gli accordi tra gli Stati Uniti e la Repubblica islamica non sono al centro dell’attenzione”, ha premesso Abdolmohammadi.
“Al centro dell’attenzione a mio avviso - ha proseguito - c’è lo scontro tra gli Stati Uniti e la Cina. I negoziati sono stati fatti ad Islamabad perché la Cina ha cercato di intervenire e salvare la caduta della Repubblica islamica. Quindi, anche con il blocco dello Stretto di Hormuz che da oggi pomeriggio il presidente Trump sta portando avanti nel Golfo Persico, io penso che la pressione su Teheran aumenterà”.
“Teheran ha resistito e resiste perché ci sono varie potenze, tra cui la Cina, che stanno aiutando la Repubblica islamica a sopravvivere. Quindi Trump e Stati Uniti faranno di tutto per aumentare la loro pressione”. “Una nuova tregua - ha concluso Abdolmohammadi - potrebbe anche esserci, però io penso che gli Stati Uniti non si fermeranno fin quando non realizzeranno un importante cambiamento del regime della Repubblica islamica”.



