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“Non si può eliminare Hezbollah”

Conflitto in Libano fra israeliani e miliziani filoiraniani: le considerazioni dell’esperto di sicurezza Michael Milshtein

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Edificio distrutto nella città di Nabatiyeh
08:52

Sempre alta tensione in Libano

SEIDISERA 23.06.2026, 18:00

  • Keystone
Di: SEIDISERA-Giorgia Lorenzini/Bleff 

Nei negoziati tra Iran e Stati Uniti emerge costantemente la necessità di un cessate il fuoco totale in Libano. Cosa ne pensa il Governo israeliano? Sappiamo che fino ad ora non era d’accordo nell’interrompere definitivamente le operazioni in Libano. Il premier Netanyahu, ha detto che l’esercito israeliano non è soggetto ad alcuna restrizione. Ma Israele può davvero continuare la sua azione militare in Libano?

“Israele è bloccato da una parte dall’insistenza del Governo a continuare a combattere e mantenere il controllo dei territori occupati nel sud del Libano e, dall’altra parte, dalla necessità di seguire le richieste di Trump”, ha detto ai microfoni di SEIDISERA Michael Milshtein, ex consigliere per gli affari palestinesi dell’intelligence e dell’esercito israeliano. “In questo momento sembra proprio che sia Trump a decidere della politica israeliana.”

Ci sono delle conseguenze sul rapporto tra Israele e il suo alleato, gli Stati Uniti?

“Senza dubbio non si può nascondere che al momento c’è una crisi tra Stati Uniti e Israele. Non si tratta solo di un piccolo disaccordo, è qualcosa di profondo. Ci sono due approcci diversi. Netanyahu vuole continuare la guerra, anzi, vuole addirittura intensificarla nei confronti dell’Iran, mentre Trump pensa che la guerra in Iran ma anche quella in Libano non portino da nessuna parte.”

Quindi i negoziati con l’Iran non sono stati accolti con favore in Israele?

“Non c’è dubbio che l’accordo tra Iran e Stati Uniti sia negativo per Israele. Non conosco nessuno qui che dica che è positivo.”

Ma d’altra parte continuare la guerra significa davvero maggiore sicurezza per il popolo israeliano?

“Questa è una domanda che molti israeliani si stanno ponendo nelle ultime settimane. Sembra che anche se Israele continua con le sue operazioni militari, non ci siano davvero miglioramenti per la sicurezza del Paese.”

L’obiettivo del governo Netanyahu è di eliminare il movimento sciita libanese Hezbollah. È realistico?

“Certo che no. Non si può disarmare totalmente Hezbollah. Questo significa due cose: la prima è che bisognerà continuare la guerra contro Hezbollah, anche se un accordo sarà firmato; e la seconda è essere consapevoli che non puoi sconfiggere totalmente Hamas, Hezbollah; queste organizzazioni si possono danneggiare, ma non eliminare del tutto.”

Mentre sono ormai archiviati i colloqui in Svizzera tra Iran e Stati Uniti, iniziano a Washington quelli tra il Governo libanese e Israele. Qual è la posta in gioco qui?

“I colloqui che iniziano oggi sono solo, diciamo, di facciata. Non sono la cosa importante. Chi decide davvero sono Hezbollah e gli iraniani. Ma i colloqui sono tra Israele e il Governo libanese, che è debole e non può davvero cambiare le cose. E anche con un accordo, la questione principale sarà se Hezbollah ritirerà le proprie forze dal sud del Libano e se l’esercito libanese sarà capace di garantire la sicurezza nelle zone evacuate dai militari israeliani. Non sono molto ottimista, ma penso che sia la soluzione meno peggio. È meglio di continuare la guerra e avere altri morti, senza mai avvicinarsi all’obiettivo di eliminare Hezbollah.”

L’ideale allora sarebbe quello di parlare direttamente con Hezbollah?

“Vorrei fosse realistico, ma Hezbollah al momento non mi sembra disposto a sedersi nella stessa stanza e negoziare con Israele. E anche se adesso dovesse esserci un accordo, l’attore principale sarà Hezbollah, non il governo libanese.”

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