Secondo Volodymyr Zelensky, anche un nuovo ciclo di negoziati sulla guerra in Ucraina dovrebbe svolgersi in Svizzera. Il presidente ucraino ha inoltre sottolineato l’importanza del processo negoziale in Europa. “Vorrei solo sottolineare che anche il prossimo incontro si terrà in Svizzera”, ha dichiarato Zelensky mercoledì in un’intervista al presentatore britannico Piers Morgan.
“Penso che il punto positivo sia che abbiamo avuto un incontro in Svizzera. Credo che sia molto importante”. Ha poi aggiunto: “Quando c’è la guerra in Europa, dobbiamo trovare un luogo e le persone, gli europei, devono sentire che si tratta di un attacco contro di noi e contro l’Europa”.
Recentemente, il primo ministro ucraino Andriii Sibiha ha criticato i risultati dei negoziati di due giorni conclusisi mercoledì a Ginevra, giudicandoli insufficienti. Ancor prima dell’inizio della seconda giornata di discussioni, Zelensky aveva accusato i russi di ricorrere a tattiche dilatorie nei negoziati condotti con la mediazione degli Stati Uniti.
Da quasi quattro anni l’Ucraina si difende dalla guerra di aggressione russa con l’aiuto dell’Occidente. Con l’avvicinarsi dell’anniversario del 24 febbraio, non si intravede alcuna fine all’invasione e la prossima settimana la guerra entrerà nel suo quinto anno.
Capi intelligence europei pessimisti su pace vicina
Le parole di Zelensky e Sibiha sono state indirettamente confermate dai capi dei maggiori servizi d’intelligence europei. Tutti loro sono pessimisti riguardo alle possibilità di raggiungere quest’anno un’intesa per porre fine all’invasione della Russia in Ucraina, nonostante Donald Trump affermi che i colloqui mediati dagli Stati Uniti abbiano portato la prospettiva di un accordo “ragionevolmente vicina”.
I capi di cinque agenzie di spionaggio europee, che hanno parlato con Reuters nei giorni scorsi a condizione di rimanere anonimi, hanno affermato che la Russia non vuole porre fine rapidamente alla guerra. Quattro di loro hanno detto che Mosca sta utilizzando i colloqui con gli Stati Uniti per spingere verso l’alleviamento delle sanzioni e accordi commerciali.
I negoziati, l’ultimo round dei quali si è svolto questa settimana a Ginevra, sono “un teatro negoziale”, ha detto uno dei capi dell’intelligence del Vecchio continente. Queste osservazioni evidenziano un notevole divario di opinioni tra le capitali europee e la Casa Bianca, che secondo l’Ucraina vuole concludere un accordo di pace entro giugno, prima delle elezioni di medio termine del Congresso americano a novembre. Solo Trump ritiene che il presidente russo Vladimir Putin voglia raggiungere un accordo.
“La Russia non sta cercando un accordo di pace. Sta perseguendo i propri obiettivi strategici, che non sono cambiati”, ha affermato uno degli alti funzionari dei servizi segreti. Questi includono la rimozione del presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy e la trasformazione dell’Ucraina in una zona cuscinetto “neutrale” rispetto all’Occidente. Il problema principale, secondo un altro dirigente dei servizi d’intelligence, è che la Russia non vuole né ha bisogno di una pace rapida e la sua economia “non è sull’orlo del collasso”.

Guerra in Ucraina, colloqui a Ginevra
Telegiornale 18.02.2026, 20:00






