L’ex principe Andrea è stato arrestato oggi, giovedì, nel Regno Unito. Lo ha riferito pochi minuti fa la BBC, precisando che la misura fa seguito a sospetti di cattiva condotta nell’esercizio di funzioni pubbliche.
Più precisamente il sospetto è che Andrea abbia condiviso informazioni riservate con Jeffrey Epstein nella sua precedente veste di emissario del Governo britannico per il commercio internazionale, fra il 2001 e il 2011.
Secondo più fonti, la polizia ha proceduto all’arresto nella sua residenza a Sandringham, a nord di Londra. Da rilevare che, proprio oggi, l’ex principe ha compiuto 66 anni. Il terzogenito della regina Elisabetta, privato di tutti i suoi titoli e ora semplicemente Andrea Mountbatten-Windsor, era stato messo al bando a fine ottobre dalla casa reale britannica dallo stesso re Carlo, sull’onda delle rivelazioni sulla sua frequentazione con il finanziere pedofilo, deceduto in carcere nel 2019.
Aggiornamento
Il sovrano, nei giorni scorsi, aveva preso ulteriormente le distanze dal fratello, rendendo noto di essere pronto a collaborare con le indagini, se richiesto. Per parte sua il premier Keir Starmer, riferendosi alla necessità di collaborazione da parte di Andrea con gli inquirenti, ha sottolineato che “nessuno è al di sopra della legge”.
Compleanno in camera di sicurezza
Secondo le regole della procedura britannica relative alla custodia cautelare citate da esperti interpellati dalla BBC, tecnicamente il fermo preventivo può protrarsi fino a 96 ore, ma solo se approvato dalla magistratura in una serie di passaggi in tribunale.
Altrimenti, di prassi, la polizia esaurisce la pratica dell’interrogatorio entro 12 o al massimo 24 ore, dopo di che decide se procedere all’incriminazione di fronte a un giudice (con eventuale rimessa in libertà dietro cauzione o meno), al rilascio con prosecuzione delle indagini a piede libero oppure al rilascio con ritiro di ogni ipotesi di accusa.
Andrea è destinato a trascorrere comunque la giornata del suo 66esimo compleanno lontano dagli agi della sua vita e dai lussi a cui è sempre stato aggrappato: seppure in un camera di sicurezza singola, riferisce ancora la BBC, dotata di un bagnetto e di un lettino.
Poche ore dopo l’arresto, re Carlo lo ha commentato con un brevissimo comunicato. Nella nota il monarca, esprimendo la sua “più profonda preoccupazione”, afferma che all’arresto dovrà seguire “un approfondito, equo ed appropriato processo investigativo condotto nei modi dovuti e dalle autorità competenti”, le quali hanno “il nostro pieno sostegno e la nostra collaborazione”. “Voglio dirlo con chiarezza: la legge deve fare il suo corso”, ha quindi sottolineato.
Rete Uno, le anticipazioni di RG 12.30 del 19.02.2026
RSI Info 19.02.2026, 12:10
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