Mondo

Iran, l’esercito statunitense è pronto all’attacco

Dopo i negoziati di Ginevra crescono i segnali di un possibile conflitto - Fonti americane rivelano che potrebbe scoppiare già questo fine settimana - Il presidente Donald Trump non avrebbe ancora deciso

  • 57 minuti fa
  • 50 minuti fa
La Gerald R. Ford si appresta a superare lo stretto di Gibilterra e entrare nel Mediterraneo

La Gerald R. Ford si appresta a superare lo stretto di Gibilterra e entrare nel Mediterraneo

  • U.S. Navy via AP/Keystone
Di: ATS/ANSA/DPA/Diem 

La tensione tra Stati Uniti e Iran raggiunge livelli critici. Dopo la seconda tornata di negoziati a Ginevra sul programma nucleare iraniano, diverse fonti americane hanno rivelato ai media che un conflitto militare potrebbe essere imminente.

Secondo CBS News, alti funzionari della sicurezza nazionale hanno informato il presidente Donald Trump che l’esercito è pronto a lanciare attacchi contro l’Iran già da sabato. Trump non ha ancora preso una decisione finale. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato che “ci sono molti argomenti a favore di un attacco”, ma ha sottolineato che “la diplomazia resta la prima scelta del presidente”.

Il portale Axios cita fonti secondo cui gli Stati Uniti sono “più vicini a una grande guerra di quanto la maggior parte degli americani sia consapevole”. Il conflitto potrebbe iniziare “molto presto” e avrebbe “conseguenze drammatiche” sull’intera regione. Alti funzionari della sicurezza nazionale hanno informato il presidente che le forze sono pronte per potenziali attacchi già da sabato. È però probabile che i tempi per qualsiasi azione vadano oltre questo fine settimana, secondo quanto riferito da fonti informate a CBS News.

Sky News, analizzando fonti di intelligence open source, afferma che un enorme arsenale di equipaggiamenti militari statunitensi si sta accumulando nella regione. Se ci sarà una campagna aerea militare, potrebbe essere piuttosto prolungata e non solo un attacco isolato.

La forza navale

Due portaerei sono al centro del dispiegamento. La USS Lincoln e il suo Carrier Strike Group 3 saranno presto raggiunti dalla USS Gerald Ford e dal suo Carrier Strike Group 12. La Ford attraverserà lo Stretto di Gibilterra nelle prossime 24 ore. Si prevede che sarà di stanza a sud di Cipro tra circa quattro giorni.

Difese aeree e rifornimento

Negli ultimi 10 giorni, numerosi voli di trasporto militare C-5 e C-17 hanno portato sistemi di difesa aerea alle basi americane nella regione. La copertura serve in caso di rappresaglia iraniana in risposta a potenziali attacchi statunitensi.

Anche Israele ha spostato le batterie di difesa aerea “Iron Dome” dal confine con Gaza ai confini orientali, probabilmente per lo stesso motivo.

Gli Stati Uniti hanno inoltre inviato un’ampia forza di aerei cisterna KC-130 per il rifornimento in volo. Sei aerei sono partiti dalla base britannica di Mildenhall il 16 febbraio verso la Grecia. Il 18 febbraio almeno altri 10 sono arrivati da basi negli Stati Uniti continentali, transitando per la Gran Bretagna, verso basi in Grecia e Bulgaria.

Gli aerei da combattimento

Ben oltre 100 aerei da combattimento statunitensi sono ora a disposizione dei pianificatori militari nel potenziale teatro delle operazioni. Si tratta di F-15, F-18, F-22, F-35 e bombardieri B2. Gli aerei americani si trovano nella base britannica di Akrotiri a Cipro, ad Aviano in Italia, nelle Azzorre, in Spagna e nella base di Diego Garcia sull’isola di Chagos, nell’Oceano Indiano.

Anche l’Iran si prepara

Anche l’Iran si prepara. Il Wall Street Journal scrive che Teheran, pur cercando un accordo nucleare, sta rafforzando l’esercito, fortificando gli impianti atomici e reprimendo i dissidenti interni. Queste misure riflettono la convinzione che la sopravvivenza del regime sia in gioco.

I negoziati di Ginevra hanno prodotto “progressi”, ma restano “molti dettagli da chiarire”. Gli Stati Uniti vogliono impedire che l’Iran ottenga armi nucleari. Teheran si dice pronto a limitare il programma nucleare in cambio della revoca delle sanzioni economiche, ma rifiuta di discutere di missili balistici.

Livello d’allerta alzato in Israele

Israele ha alzato il livello di allerta. Secondo CNN, Tel Aviv intensifica i preparativi militari per un possibile attacco congiunto con gli USA. Un’eventuale operazione sarebbe più estesa del conflitto di dodici giorni del giugno 2025, quando Israele attaccò l’Iran e Washington si unì bombardando gli impianti nucleari iraniani.

Il segretario di Stato Marco Rubio visiterà Israele il 28 febbraio per colloqui con il primo ministro Benjamin Netanyahu. Israele chiede che un eventuale accordo non riguardi solo il nucleare, ma anche l’arsenale missilistico e il sostegno iraniano ai gruppi alleati nella regione, tra cui Hamas, Hezbollah e Huthi.

Il presidente israeliano Izchak Herzog ha espresso la speranza di vedere “la fine dell’attuale leadership della Repubblica Islamica” e l’inizio di “un’era diversa in Medio Oriente”.

immagine
02:19

USA rafforza presenza militare in Iran

Telegiornale 17.02.2026, 12:30

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare