Un uomo si è fatto esplodere giovedì in una moschea di Abha, nella provincia di Aseer, nel sud dell'Arabia Saudita. Nell'attentato sono stati uccisi dieci agenti dell'antiterrorismo della polizia e tre persone che lavoravano nella moschea. Almeno nove persone sono rimaste gravemente ferite. In precedenza la tv satellitare al-Arabiya aveva riferito un bilancio di 17 morti e 20 feriti. Il luogo di culto è abitualmente frequentato da poliziotti e dalle forze speciali della Special Emergency Force. L'attentato è stato rivendicato alcune ore più tardi dall'autoproclamato Stato islamico (IS).
A luglio le forze di sicurezza saudite avevano arrestato più di 400 persone con l'accusa di far parte dell'IS che, a maggio, aveva rivendicato l'attacco suicida compiuto in una moschea di Dammam e costato 4 morti. Sempre a maggio il paese era stato sconvolto da un altro attentato kamikaze in una moschea sciita nel villaggio di al-Qadeeh (20 morti).
L'Arabia Saudita guida da marzo una coalizione militare araba, impegnata a contrastare i miliziani sciiti nello Yemen.
Reuters/ATS/M.Ang.




