Nella Striscia di Gaza i bambini continuano a morire. L’UNICEF ha indicato che più di 100 sono stati uccisi dopo il cessate il fuoco di ottobre e si aggiungono a quelli morti a causa delle condizioni climatiche invernali. Numeri che potrebbero essere anche più alti.
I bombardamenti sono “diminuiti”, ma non “cessati”, ha sottolineato il portavoce dell’UNICEF James Elder durante una conferenza stampa in videochiamata da Gaza. Elder ha parlato di morti causate da raid aerei, attacchi con droni, bombardamenti con carri armati e sparatorie, come pure di esplosioni di residuati bellici.
Nonostante i “progressi” nella distribuzione degli aiuti dopo il cessate il fuoco, in particolare per quanto riguarda la sanità, le condizioni rimangono difficili, indica il portavoce. “La carestia sta diminuendo”, ma l’assistenza non è ancora soddisfacente.
L’agenzia delle Nazioni Unite denuncia anche il divieto di accesso a decine di ONG internazionali da parte di Israele a partire da febbraio. Questa restrizione arriva “in un momento in cui abbiamo così tanto da fare”, aggiunge il portavoce.

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