Acque agitate alla Scala di Milano. L’Arabia Saudita chiede di entrare nel Consiglio di amministrazione del celebre teatro meneghino, garantendo 15 milioni di euro in 5 anni per vari investimenti. Un annuncio che ha scatenato polemiche. Inaccettabili, affermano gli oppositori, i soldi da chi non rispetta i diritti umani.
La proposta sarebbe sostenuta da Alexander Pereira, il sovrintendente del Teatro alla Scala (la sua posizione è già oggetto di una mozione della Lega in Consiglio comunale a Milano per dargli “il benservito”).
L’intera faccenda è al centro di una bufera politica che vede coinvolti soprattutto esponenti del centrosinistra, in particolare del PD, che giudicano inaccettabile il fatto che si accettino contributi da un Paese che non rispetta i diritti umani e “invischiato in conflitti armati in varie parti del mondo”. Duro scontro anche tra il sindaco di centrosinistra del capoluogo lombardo Giuseppe Sala e il Governatore della Lombardia, il leghista Attilio Fontana che si è dichiarato all’oscuro delle intenzioni del sovrintendente e di tutta l’operazione. Sala, invece, accusa il Governatore di affermare il falso… “impossibile che non sapesse”. Il 18 marzo il Consiglio di amministrazione della Scala prenderà la sua decisione.
RG/CB/ANSA/Swing





