Per oltre undici anni è stato una meta obbligata per tutti i curiosi e gli appassionati di cosa significa informarsi e di come i media hanno cambiato il nostro modo di vivere, una sorta di Disneyland del giornalismo: dieci milioni di spettatori dal 2007 a oggi, ma tra qualche giorno – il 31 dicembre – il Newseum di Washington chiuderà.
Troppo onerosa la sua ubicazione in Pennsylvania Avenue, tra la Casa Bianca e il Campidoglio, nella zona dei musei (dall’ingresso gratuito), a centro metri dallo Smithsonian. Sommersa dai debiti (si parla di oltre 7 milioni di dollari l’anno) la Fondazione che lo gestisce ha deciso di chiudere: tutti i cimeli e le primizie esposti verranno messi in un grande magazzino in Maryland in attesa di capire cosa farne. L’intento è quello di riaprire, ma non si sa dove, né quando, né come.
L'edificio del Newseum
La sfida è enorme: raccontare nell’era digitale cinquecento anni di storia del giornalismo, dalla stampa di Gutenberg alla piattaforma di Zuckerberg. E dietro le loro invenzioni, ci sono epoche, tecnologie, sensibilità e personaggi diversi, visti e a volte trasformati (deformati?) dalla lente dei media: le prime gazzette, la radio, la televisione, internet.
Le prime pagine dei giornali
Questo museo interattivo del giornalismo non è solo una celebrazione del Quarto Potere ma vuole essere uno specchio del suo ruolo e un monito della sua vocazione: ci sono un pezzo del Muro di Berlino e una torretta di guardia, un elicottero di una televisione locale come quello che aveva pedinato O.J. Simpson, un’antenna di una delle Torri Gemelle, la porta scassinata del Watergate che diede il là allo scandalo che portò alle dimissioni del Presidente Nixon. Viene immediato leggere i fatti di cronaca attuali alla luce degli insegnamenti del passato.
Un pezzo del Muro di Berlino
Ogni giorno vengono appese le prime pagine di tutti i giornali americani e di una buona parte di quelli internazionali: passeggiando tra le testate si può fare il girono del mondo in novanta secondi, sostando davanti ai titoli e le scelte giornalistiche è una lettura del mondo in cui si vive. Ora si è giunti ai titoli di coda, nel mese di dicembre si entra a prezzo scontato. Una visita, anche last minute, vale sempre la pena.





