Collisione sfiorata lo scorso marzo nei cieli svedesi fra un aereo passeggeri della SAS e un caccia russo. L’incidente è stato evitato grazie alla buona visibilità e all’abilità del pilota del primo velivolo.
Secondo quanto si può leggere in un rapporto dell’European leadership network negli ultimi otto mesi si sono rischiati almeno 40 casi simili nello spazio aereo europeo, un numero di episodi ai livelli della Guerra Fredda.
La dinamica
Il velivolo della compagnia scandinava, diretto da Copenhagen a Roma, aveva a bordo 132 passeggeri. Ciò che ha reso particolarmente rischiosa la situazione è stato il fatto che l’apparecchio spia russo, molto probabilmente per sfuggire ai radar, non aveva acceso il transponder (congegno per localizzare gli aerei).
Quattro mesi dopo, un aereo della Malaysian Airlines è stato abbattuto in territorio ucraino provocando la morte di 298 persone.
ATS/AlesS






