Il primo ministro olandese Mark Rutte ha confermato venerdì la sospensione delle ricerche dei corpi non ancora ritrovati del crash del volo Malysia Airlines abbattuto lo scorso 17 luglio da un missile nei cieli dell’est dell’Ucraina. Il premier dei Paesi Bassi ha motivato la decisione a causa dell’insicurezza del personale impegnato nelle ricerche confrontato con i combattimenti tra filorussi e militi ucraini.
Tutto ciò prevede il rientro in patria di 142 esperti delle polizie olandesi, australiane e della Malesia.
Frattanto, tra le 220 bare che sono state inviate nelle scorse settimane in Olanda, gli esperti medico-legali hanno identificato altri 21 corpi. Si tratta di cittadini olandesi, 16, due cittadini della Malaysia, un tedesco, un canadese, un britannico. Finora sono stati identificati 23 corpi.
Red.MM/ATS/Swing




