Gli Stati Uniti hanno deciso lunedì di adottare nuove sanzioni nei confronti di sette esponenti del Governo russo, tra cui due consiglieri del presidente Vladimir Putin, e di 17 aziende.
Per trovare una soluzione alla crisi con Kiev, la Casa Bianca ha minacciato di adottare nuove ritorsioni nei confronti di diversi settori importanti per l’economia di Mosca qualora l’esercito russo dovesse effettuare nuove operazioni militari in Ucraina.
Con questi nuovi provvedimenti si intendono colpire anche le esportazioni verso la Russia di materiale altamente tecnologico, usato per scopi militari. Putin non si è detto preoccupato poiché: “Mosca sarà in grado di rimpiazzare questo tipo di prodotti nel giro di 18-30 mesi”. Gli ha fatto eco il viceministro degli esteri russo Serghiei Riabkov stando al quale: “le sanzioni statunitensi contro Mosca non resteranno senza risposta”.
L'UE si adegua
Anche gli ambasciatori dei 28 paesi membri dell'Unione Europea hanno deciso di estendere le sanzioni ad altre 16 personalità "responsabili di azioni contro l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina". Un primo elenco di 21 persone (13 russi e 8 crimeani) era stato diffuso il 17 marzo. La nuova lista dovrebbe essere pubblicata domani, martedì, sulla Gazzetta Ufficiale UE.
ATS/Afp/CC
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Alle personalità soggette a sanzioni, precisa la nota della Casa Bianca, verranno congelati i beni e verrà negata la possibilità di avere un visto per gli Stati Uniti. Beni congelati anche alle 17 aziende colpite dal provvedimento.
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La corrispondenza da Washington di Thomas Paggini
RSI Info 28.04.2014, 21:09
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Il servizio di Stefano Grazioli
RSI Info 28.04.2014, 21:11






