Giovedì il governo cubano ha annunciato l’abolizione della libreta, il quaderno del razionamento introdotto nel 1962, segnando la caduta di uno dei simboli della rivoluzione cubana. Da tempo, però, le quantità bastavano solo per pochi giorni e spesso i prodotti non si trovavano nei negozi. In una società sempre più diseguale, anche chi non era in difficoltà poteva accedere ai sussidi e rivenderli al mercato nero. Da aprile gli aiuti saranno destinati solo ai più vulnerabili, con criteri ancora da chiarire. Ma oggi è difficile immaginare come sarà la situazione a Cuba ad aprile.
Il Prof. Ted A. Henken, autore di vari libri su Cuba, spiega come si tratti di una crisi senza precedenti: «Cuba è probabilmente alla fine dei suoi peggiori cinque anni della sua storia. Da qualunque prospettiva la si osservi, può essere definita storica, ma ciò che la rende ancora più grave è il fatto che tutte queste crisi stanno avvenendo contemporaneamente». Dopo la pandemia oltre due milioni di cubani hanno lasciato l’isola; l’inflazione è altissima, le tensioni sociali crescono e la risposta dello Stato si fa più repressiva, mentre arrivano solo aiuti umanitari con cibo e medicine.
Il blocco di forniture di petrolio imposto dagli Stati Uniti è un colpo letale. Cuba necessita di almeno 100.000 barili di petrolio al giorno e ne produce meno della metà. Con la destituzione di Maduro in Venezuela le forniture si sono interrotte, poco dopo anche il Messico ha sospeso le consegne, sotto la minaccia di nuovi dazi statunitensi e crescenti pressioni di Washington. «L’intervento in Venezuela e l’accerchiamento di Cuba hanno senza dubbio conferito maggiore credibilità alle minacce più dirompenti da parte degli Stati Uniti. Questo è stato un fattore determinante nel cambiamento della percezione del rischio da parte del governo messicano nei confronti del governo degli Stati Uniti», spiega Matías Gómez Leautaud, analista del gruppo Eurasia.
Le conseguenze sull’isola sono pesanti: blackout quotidiani, talvolta per intere giornate, e forti razionamenti di carburante. La benzina si ottiene solo tramite la piattaforma digitale “Ticket”, che assegna fino a 20 litri per utente: le attese possono durare mesi. Per risparmiare carburante sono stati ridotti trasporti e raccolta dei rifiuti e tagliati i rifornimenti alle compagnie aeree. La Russia sta rimpatriando i turisti e sospeso i voli; anche compagnie canadesi hanno cancellato i collegamenti. Il turismo, su cui il governo aveva investito tutto penalizzando altri settori, non si è mai ripreso dal crollo pandemico.
Con Washington determinata a mantenere la pressione, il Prof. Henken spiega che la soluzione più probabile è un negoziato, secondo questo scenario: «Cuba prometterà riforme economiche significative e gli Stati Uniti accetteranno di revocare l’embargo sul petrolio e di iniziare a riallacciare rapporti economici con l’isola, un po’ come stanno facendo con il Venezuela, dando agli Stati Uniti la priorità, permettendo di essere i primi a beneficiare di questo tipo di apertura».
E al pari del Venezuela, non sembra esserci interesse, da parte dell’attuale Casa Bianca, a promuovere una transizione democratica.
«Direi però che una cosa importante è che da anni si prevede il crollo della dittatura, o della rivoluzione cubana, e si è sempre sbagliato. È sempre riuscita a restare al potere, anche mentre le condizioni di vita per il popolo cubano peggioravano. Oggi tutti quelli che seguono da vicino la situazione si chiedono, con ottime ragioni: questa volta è diverso? La verità è che non lo sappiamo».

Crisi umanitaria a Cuba, l'ONU lancia l'allarme
Telegiornale 20.02.2026, 20:00

Quale futuro per Cuba? L'analisi
Telegiornale 20.02.2026, 20:00

Cuba resta a terra
Telegiornale 10.02.2026, 20:00





