La ministra del Turismo del governo Meloni, Daniela Santanchè, si è dimessa dal suo incarico. Una mozione di sfiducia nei suoi confronti era già stata programmata per il 30 marzo. Era sotto pressione negli ultimi mesi affinché lasciasse il suo incarico a causa delle sue vicende giudiziarie. Ha proclamato la sua innocenza, affermando: “La mia fedina penale è pulita”.
La premier italiana Giorgia Meloni non le aveva finora chiesto di dimettersi ma la bocciatura, lunedì, da parte degli italiani, del progetto di riforma del sistema giudiziario nel corso di un referendum costituzionale, ha cambiato le carte in tavola.
Questa grave battuta d’arresto, la prima per la leader di destra da quando ha assunto la carica nell’ottobre 2022, l’ha spinta a separarsi da tutti i membri del governo coinvolti in procedimenti giudiziari, secondo quanto riportato dai media.
Questo cambiamento di rotta arriva dopo le dimissioni, martedì, di altri due esponenti della maggioranza: il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, a seguito della diffusione di una foto che lo ritraeva in compagnia di un uomo condannato in via definitiva per reati di mafia a quattro anni di carcere, e di Giusi Bartolozzi, responsabile di gabinetto del ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
I guai giudiziari di Daniela Santanchè
Le accuse contro l’ormai ex ministra del turismo riguardano principalmente reati di bancarotta per alcune società. Entro l’estate i pubblici ministeri di Milano dovrebbero chiudere l’indagine per bancarotta fraudolenta su tre società del gruppo del biofood Bioera-Ki Group. Indagine a carico anche di altri ex amministratori, oltre alla senatrice, tra cui il suo ex compagno Canio Mazzaro.
La parlamentare rischia, quindi, di comparire come imputata in un altro processo (oltre al dibattimento già in corso a Milano per 16 imputati per il presunto falso in bilancio su Visibilia, gruppo editoriale da lei fondato in passato) e all’udienza preliminare, che ora è congelata in attesa di una decisione della Consulta su una questione di utilizzabilità di alcuni atti, per la vicenda della contestata truffa aggravata all’Inps sulla cassa integrazione nel periodo Covid-19 per 13 dipendenti e per oltre 126’000 euro, tra maggio 2020 e febbraio 2022.
Entro l’inizio di maggio è atteso il deposito ai pm anche della relazione del curatore fallimentare di Ki Group Holding, la terza società fallita della ‘galassia’ del cibo biologico, per cui la liquidazione giudiziale è stata dichiarata il 5 giugno 2025. Anche in questa tranche, come nei casi dei fallimenti precedenti di Ki Group e Bioera per i quali è già indagata, la senatrice va incontro a un’accusa di bancarotta.
Di cosa è accusato Andrea Delmastro
L’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro è atteso per il prossimo 22 aprile alla Corte d’appello di Roma dove è fissato il processo di secondo grado del procedimento che lo vede imputato di rivelazione del segreto d’ufficio in relazione alla vicenda dell’anarchico Cospito. Il 20 febbraio del 2025 l’esponente di Fratelli d’Italia era stato condannato a otto mesi dai giudici del Tribunale collegiale di piazzale Clodio. Secondo l’impianto accusatorio il sottosegretario nel gennaio del 2023 diffuse notizie coperte dal segreto d’ufficio.
Al centro del procedimento ci sono alcune dichiarazioni fatte in Parlamento dal vicepresidente del Copasir e responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, nel febbraio del 2023. Informazioni che Donzelli aveva avuto proprio da Delmastro. Sempre Delmastro è lambito dall’indagine avviata alcune settimane fa dai pm capitolini in cui si ipotizzano i reati di riciclaggio e intestazione fittizia e che vede iscritti nel registro Mauro Caroccia, che sta scontando una pena a quattro anni per reati di mafia, e la figlia Miriam. Il faro degli inquirenti è puntato sulla società “Le 5 Forchette” - di cui il deputato ha avuto delle quote azionarie - proprietaria del ristorante ‘Bisteccheria d’Italia’.
Giusi Bartolozzi e il caso Almasri, il militare libico accusato di torture
L’ex responsabile di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, è accusata dalla Procura di Roma di false informazioni ai pm nell’ambito della vicenda Almasri, il generale libico accusato di torture, prima arrestato in Italia e poi rimpatriato da un aereo dei servizi segreti italiani.
I pm hanno notificato il 27 febbraio scorso l’atto di chiusura delle indagini e ora dovrebbero, al netto di clamorosi colpi di scena, formalizzare la richiesta di rinvio a giudizio. La sua versione dei fatti è stata infatti definita dai giudici del tribunale dei ministri come “inattendibile” e “mendace”.

Italia, si dimette la ministra Santanchè
Telegiornale 25.03.2026, 20:00
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SEIDISERA 25.03.2026, 18:00
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