In Ucraina si continuerà a combattere e a bombardare pesantemente fino a sabato notte, proprio fino all’ora fissata per il cessate il fuoco. Probabilmente anche oltre. Ne è convinto il ministro degli esteri filorusso di Donetsk, Alexandr Kofman.
"La data d’inizio del cessate il fuoco è stata fissata su esplicita richiesta del signor Poroshenko", ha spiegato Kofman ai microfoni della RSI. "Non sarebbe riuscito a fermare subito i suoi battaglioni. In più siamo convinti che non sarà in grado di fermarli anche oltre tale data. Seconda cosa: proprio ieri durante le trattative di Minsk il presidente ucraino ha dichiarato ancora una volta che la sacca di Debaltsevo non esiste. E per questo gli rimangono solo tre giorni per sbloccare la situazione. In caso contrario, questo territorio rimarrà sotto la giurisdizione della Repubblica popolare di Donetsk".
Debaltsevo, così, rischia di essere una seconda Ilovaysk, con un eventuale massacro dei soldati rimasti. "Se il comando supremo dell’esercito ucraino nega l’esistenza della sacca di Debaltsevo, allora con chi bisogna trattare e concordare il rilascio dei prigionieri? In pratica bisogna capire: loro hanno già seppellito tutti quei 7-8'000 combattenti che vi si trovano", afferma Kofman. "I combattenti hanno ricevuto l’ordine di rompere l’accerchiamento, nonostante fossero circondati. Ma sarebbero certamente disposti ad arrendersi, con grande piacere. Se no, sono condannati a morire. Bisogna capire che le autorità ucraine hanno dichiarato che la sacca non esiste. Quindi non sussiste nemmeno il problema. Vedremo quel che accadrà".
M.Ang./Red. MM
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