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Deepfake e AI, Taylor Swift vittima illustre

Anche la pop star USA vittima di foto e video (falsi) creati con software di intelligenza artificiale

  • 31 January, 20:13
  • 31 January, 20:13
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Il pericolo dei deepfake

Telegiornale 20:00 di mercoledì 31.01.2024

Di:TG/ATS/RSI Info

L’intelligenza artificiale ha fatto un’altra vittima illustre, Taylor Swift, ad oggi forse la pop star statunitense di maggior successo. Alcune sue foto hard - naturalmente finte - hanno fatto il giro del web al punto che alcuni motori di ricerca sono stati costretti a bloccare le ricerche con il suo nome.

Oltre 200 milioni di dischi venduti, persona dell’anno secondo il Time, Taylor Swift è sicuramente la pop star del momento. una fama che l’ha resa vittima dell’intelligenza artificiale. Le immagini false della cantante nuda hanno fatto il giro del web. Le piattaforme le hanno subito cancellate, ma una di queste è stata vista circa 47 milioni di volte.

Da Barack Obama al Papa, passando per Donald Trump, la cantante statunitense è solo l’ultima delle vittime del deepfake. Un pericolo non solo per le persone famose, ma per tutti, spiega Marco Zaffalon, direttore scientifico Idsia-Usi/SUPSI (guarda l’intervista completa nel video), perché ormai “chiunque, anche in maniera molto semplice, può realizzare deepfake, anche senza programmi a pagamento”. E allora come difendersi? “Le leggi ci sono, ma il problema è metterle in pratica.... si può evitare di mettere video online sui social, specialmente dei minorenni... però bisognerà abituarsi a un fenomeno che sarà difficile arginare al 100%”. Ci sono pero dei trucchi per riconoscere queste foto e video falsi: “certi punti sono sgranati, alcune cose possono essere distorte, ci possono essere disturbi che sono tipici di come vengono creati questi video ... rimane il fatto che arriverà il momento in cui sarà sempre più difficile riconoscerli...”.

Realtà e finzione che si mescolano. La principale sfida sarà per i mezzi di informazione, per i quali la verifica delle fonti diventa sempre più fondamentale.

“Taylor Swift arma Biden”, le accuse dell’estrema destra

Intanto l’estrema destra USA e i supporter di Donald Trump hanno cominciato a prendere di mira Taylor Swift, temendo che la pop star nata in Pennsylvania 34 anni fa e dichiaratamente liberal possa, con i suoi 279 milioni di follower su Instagram, spostare voti alle elezioni presidenziali di novembre. “Asset del Pentagono”, “manipolatrice di coscienze” e anche del Super Bowl, da quando si è fidanzata con il campione di football Trevis Kelce che con i suoi Kansas City Chiefs giocherà la finalissima l’11 febbraio: sono alcune delle accuse assurde che i cospirazionisti del movimento Maga hanno mosso a Swift nelle ultime settimane.

D’altra parte, chiunque vorrebbe avere nel suo angolo un’artista in grado di suscitare un entusiasmo tale tra i suoi fan da provocare un mini-terremoto a Seattle qualche mese fa. La donna dei record, prima artista ad avere ben quattro album della top ten statunitense allo stesso tempo, con un semplice post su Instagram ha portato ben 35’000 persone a registrarsi come elettori, soprattutto millenial e giovanissimi. E adesso, con le comparsate allo stadio in compagnia delle sue amiche celebrities, è diventata anche la beniamina dei fan del football, tradizionalmente più conservatori. 

All’inizio della sua carriera, quando era ancora una stellina del country, Swift non si era mai voluta schierare, ma dal 2018 ha iniziato ad appoggiare apertamente i democratici e nel 2020 ha dato il suo sostegno a Biden.

La questione Swift è arrivata fino alla Casa Bianca con la portavoce Karine Jean-Pierre che è stata costretta a smarcarsi da una serie di domande su un possibile incontro tra il presidente e l’artista. Ma tra i dem c’è anche chi è scettico sul peso che l’”S-factor” potrà avere sul voto di novembre e sottolinea che, a parte qualche “banale presa di posizione liberal”, Taylor è espressione di un conservatorismo moderato, anti-razzista e pro-Lgbtq+, che il ciclone Trump ha spazzato via, ma che non necessariamente voterebbe per Biden.

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