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Delta plus: "Il vaccino è fondamentale"

Il virologo Fabrizio Pregliasco: "Necessario un approccio prudente nelle aperture. Scelta temeraria, quella della Gran Bretagna, di aprire da luglio"

  • 25 October 2021, 13:00
  • 10 June 2023, 13:22
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RG 12.30 del 25.10.21 L'intervista al virologo Fabrizio Pregliasco

Di: RG

La ripresa dei contagi in Gran Bretagna sta spingendo il Governo a valutare misure come il certificato sanitario, o Green pass, specialmente per alcune categorie di lavoratori, come i dipendenti dei servizi sanitari. Sarebbe una correzione di rotta del Governo conservatore di Boris Johnson, dopo l'impennata di decessi e di nuove infezioni - fino a 50'000 al giorno - nel Regno, e dopo la scoperta della variante cosiddetta Delta plus, che si sta diffondendo in particolare oltre Manica.

Che caratteristiche ha? La RSI lo ha chiesto a Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università degli studi di Milano. "La variante, cosiddetta Delta plus, inserisce una caratteristica della variante sudafricana, che determina una maggiore capacità dello spike, famigerato uncino che serve al virus per entrare nelle cellule, con un aumento del 10% di contagiosità. Non pare evidenziare differenze rispetto alla gravità della malattia conseguente e anche di una diversa o minore capacità di risposta dei vaccini attualmente disponibili".

Come si spiega che questa variante si stia diffondendo soprattutto in Gran Bretagna, che ha l'80% di vaccinati sopra i 12 anni? "In effetti loro hanno, in realtà, un po' rallentato nella vaccinazione e allungato molto i tempi delle dosi di richiamo per coprire una più ampia platea di persone, ma credo proprio che, come sempre, il gioco è quello della quantità di casi. E' importante ribadire, invece, questo concetto, il vaccino è fondamentale, perché, a fronte, per esempio di una situazione come quella dell'Inghilterra, di un enorme numero di casi, la proporzione di morti, la proporzione di ricoverati, non è più la stessa rispetto al passato. Quindi l'efficacia della vaccinazione la si vede. Ma certo in questa fase di ampia possibilità per il virus di diffondersi è necessario avere un approccio prudente, più progressivo nelle aperture. Quella scelta a mio avviso temeraria dell'Inghilterra, dal 19 luglio, di aprire il tutto, lascia spazi, come purtroppo si è visto, alla diffusione del virus, ma questo lo si è visto anche in altre nazioni. In Europa dell'Est dove anche la situazione è pesantissima, collegata in quel caso anche a quote di vaccinazione che non vanno oltre il 20/30% della popolazione".

La grande paura è che una di queste varianti diventi più aggressiva, che resista al vaccino. Però possiamo dire che più va avanti la campagna vaccinale, più passa il tempo e meno c'è questo rischio? Ovvero che insorga una variante pericolosa? "In genere la tendenza è quella di selezionare varianti più tranquille, però essendo legata anche al caso, è possibile che si inciampi in una variante più aggressiva. Però la probabilità, nella storia, é invece verso varianti più miti".

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