Kiev ha intenzione di chiedere alle Nazioni Unite che la Crimea diventi “zona demilitarizzata”. Lo ha annunciato oggi, mercoledì, il segretario del Consiglio nazionale di sicurezza ucraino Andrii Parubi.
Ha usato toni duri nei confronti di Mosca pure il segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen, il quale ha affermato che quello che sta avvenendo nello Stato appena annesso alla Federazione russa “è un campanello d’allarme per la comunità euroatlantica, per la NATO e per tutti quelli che sono impegnati nella difesa di un'Europa libera e pacifica. Quello che è successo in Crimea è “un’aggressione militare”, ha detto.
Gli Stati Uniti potrebbero dal canto loro inviare delle truppe nei Paesi baltici per rassicurare le ex repubbliche sovietiche, preoccupate dall'annessione della Crimea alla Russia. Lo ha dichiarato il vicepresidente americano Joe Biden a Vilnius in una conferenza stampa con la presidente lituana Dalia Gribauskaite e l'omologo lettone, Andris Berzins. Il presidente Barack Obama ha però escluso un intervento militare in Ucraina, dicendo che impegnarsi militarmente contro la Russia "non sarebbe appropriato"
“Russia rischia esclusione dal G8”
La Russia rischia di essere “esclusa in modo permanente dal G8” se Mosca continua la sua azione contro l’Ucraina. A sostenerlo è il premier britannico David Cameron, che ha messo oggi, mercoledì, in guardia il presidente russo Vladimir Putin.
L’annuncio di Cameron anticipa la riunione del G7 di lunedì all’Aia, su invito del presidente statunitense Barack Obama. L’espulsione della Russia dal gruppo dei paesi più industrializzati è una delle sanzioni internazionali previste dopo l’annessione della Crimea alla Russia. Gli altri sette paesi membri hanno inoltre sospeso la loro partecipazione al G8 previsto in giugno proprio in Russia, a Sochi.
Vladimir Putin dal canto suo ha annunciato l’intenzione di costruire un ponte per avvicinare la Russia alla Crimea. Il Governo prevede un investimento di 3 miliardi di dollari per una struttura di circa 7,5 chilometri sopra lo stretto di Kertch, nell’est della penisola.
Capo della marina ucraina fermato
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Intanto in Crimea è proseguita, in giornata, la presa di basi militari ucraine. Dopo quella marina di Sebastopoli, i gruppi di autodifesa filorussi hanno fatto irruzione anche nella base di Ievpatoria, nell'ovest della regione.
Il capo della marina militare, Sergei Gaiduk, è inoltre stato fermato dai servizi segreti russi e portato a Sebastopoli. Kiev esige che venga liberato entro la fine della giornata e nel contempo sta preparando un piano per far evacuare dalla penisola sul Mar Nero i militari ucraini e le loro famiglie.
ATS/FM/LudoC.
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La questione energetica
Vista la crisi in corso, i dirigenti europei esamineranno domani e venerdì i modi per ridurre la dipendenza dell’UE dal gas naturale russo.
Attualmente un terzo dell’approvvigionamento di gas dell’Unione è assicurato dalla Russia tramite il gruppo Gazprom, al quale Bruxelles versa in media 5 miliardi di franchi ogni mese. Circa il 40% del gas acquistato transita nei gasdotti che attraversano l’Ucraina. La Germania, in particolare, è tra i paesi europei ad intrattenere strette relazioni in campo energetico con la Russia. Bruxelles sta inoltre valutando la fornitura di gas da parte degli Stati Uniti.
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RG delle 18.30 - Il servizio di Stefano Grazioli
RSI Info 19.03.2014, 19:42






