Amnesty International ha approvato martedì a Dublino la "totale depenalizzazione" della prostituzione, nonostante le proteste dei gruppi a difesa delle donne e la campagna lanciata da diverse attrici di Hollywood. Secondo l'ONG, questo sarebbe l’unico modo per difendere veramente i diritti umani di chi offre prestazioni sessuali a pagamento in modo consenziente.
Con il reato di prostituzione, spiega l’organizzazione, le donne subiscono continue discriminazioni e sono a rischio violenze, incluse quelle che possono arrivare dalle forze di polizia.
Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International
Prima di giungere a questa conclusione "ci siamo consultati col nostro movimento globale per raccogliere differenti punti di vista da tutto il mondo", ha detto
Salil Shetty, segretario generale di Amnesty.
Contro questa iniziativa si era già fortemente opposta la Coalition Against Trafficking in Women (CATW), che invece vede nella totale depenalizzazione un grave pericolo e la possibilità per quanti fanno i "protettori" di diventare degli "uomini d'affari" e non essere più considerati degli sfruttatori.
ats/ZZ





