Svizzera

Crans-Montana, Berna smorza i toni

Di fronte alle condizioni italiane per il ritorno dell’ambasciatore, il DFAE rimanda alla giustizia - Una richiesta di collaborazione italiana è pendente da due settimane e avrà presto risposta

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Il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani durante la sua visita sul luogo della strage, il 2 gennaio

Il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani durante la sua visita sul luogo della strage, il 2 gennaio

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Di: Radiogiornale - Gian Paolo Driussi / pon 

La Svizzera ha preso atto della richiesta italiana di “effettiva collaborazione” nelle indagini sul rogo di Crans-Montana e di “creazione di una squadra investigativa comune” sulla morte di 40 persone fra cui sei cittadini italiani. A quasi un giorno di distanza dalla presa di posizione del Governo Meloni, che ha posto quelle condizioni per il rientro a Berna del suo ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, il Dipartimento federale degli affari esteri ha risposto smorzando i toni rispetto a quelli usati da Roma. “Un principio fondamentale del nostro sistema democratico - spiega Berna - “è la separazione dei poteri, che attribuisce a ciascun potere dello Stato ruoli, compiti e responsabilità propri”.

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Crans-Montana: la risposta di Berna a Meloni

SEIDISERA 27.01.2026, 18:00

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Poche righe, quindi, per rimandare all’Ufficio federale di giustizia. Ingrid Ryser, la responsabile della comunicazione dell’UFG, alla RSI ha detto che “essendoci delle vittime italiane, le autorità d’oltre confine sono tenute anch’esse ad aprire un procedimento penale. Lo hanno fatto e affinché si possa collaborare in modo efficiente hanno chiesto assistenza giudiziaria alla Svizzera. L’Ufficio federale di giustizia ha ricevuto tale richiesta il 13 gennaio e il giorno seguente l’ha trasmessa all’autorità competente per il caso, ovvero il Ministero pubblico vallesano. Il quale oggi ci ha informati che entrerà nel merito della domanda entro la fine di questa settimana”.

E ancora che “sulla base di un accordo internazionale sottoscritto sia dalla Svizzera sia dall’Italia, quando due autorità di perseguimento penale collaborano possono poi costituire una squadra investigativa comune che consente di risparmiare risorse e accelerare le indagini. Si tratta di una procedura assai comune in casi complessi o di grande portata, che evita singole richieste di assistenza giudiziaria per ogni singolo atto istruttorio”.

Da profilo giudiziario, quindi, le richieste italiane formulate già due settimane fa e in attesa di risposta non hanno nulla di straordinario. Il via libera da parte della procura vallesana non è dovuto ma corrisponderebbe comunque a una pratica corrente.

Lo è meno la decisione di trattenere in patria l’ambasciatore, un atto politico di forte valenza simbolica che ha stizzito il mondo politico elvetico.

SEIDISERA 18.00 del 27.01.2026

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Crans: gli attacchi italiani continuano

Telegiornale 27.01.2026, 12:30

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