Dodici persone sono state arrestate in relazione alle deflagrazioni avvenute a
Tianjin il 12 agosto scorso, nel nordest della Cina, e che hanno provocato, secondo il bilancio ufficiale, 139 morti.
Coniglietti cavia per testare la tossicità dell'aria
Fra le persone fermate, figurano il presidente, il suo vice e tre dirigenti a capo dell’azienda che possedeva i capannoni dove venivano stoccati i prodotti chimici che sono poi esplosi. L’agenzia stampa del paese afferma inoltre che il direttore della sicurezza del lavoro dell’amministrazione cinese è stato licenziato. Oltre al centinaio di persone decedute, 582 si trovano ancora in ospedale, 36 in uno stato critico. Sempre 38 invece i dispersi.
Reuters/AlesS





