L’Etna continua a eruttare e la Sicilia orientale resta paralizzata. Il pennacchio di cenere raggiunge 1’500 metri di altezza e i venti lo spingono verso le aree abitate, causando la chiusura degli aeroporti.
L’aeroporto di Catania rimane chiuso per tutta la giornata. La società di gestione SAC invita i passeggeri a verificare lo stato dei voli prima di recarsi allo scalo. Non ci sono indicazioni su quando la situazione tornerà alla normalità.
Anche Sigonella ha sospeso le operazioni. La base militare, che ospita l’aviazione italiana e la Naval air station statunitense, non può far partire né atterrare velivoli a causa della nube di cenere.

La nube di cenere ha raggiunto il chilometro e mezzo di altezza
I voli sono stati dirottati su altri aeroporti siciliani. Fino a sera 33 aerei destinati a Catania sono atterrati a Palermo e poi sono ripartiti. Altri 33 voli erano stati dirottati ieri. Comiso e Trapani accolgono il traffico in eccesso.
La Regione siciliana ha attivato un piano di emergenza. Sono stati organizzati transfer da Comiso, trasporti su gomma da Trapani e Palermo verso Catania, e due treni speciali sulla tratta Palermo-Messina-Catania.
Sono migliaia i passeggeri rimasti bloccati negli aeroporti siciliani, con disagi che si protraggono dal weekend. Fine settimana che è stato foriero di problemi anche per chi decollava dall’aeroporto milanese di Malpensa, dove uno sciopero iniziato domenica ha bloccato a terra anche qui migliaia di viaggiatori.

Ticinesi in difficolta per lo sciopero a Malpensa
Il Quotidiano 05.07.2026, 19:00







