I curdi si ritirano dal Governo nazionale iracheno in segno di protesta contro le accuse del premier Nuri al Maliki, secondo il quale la loro regione, semiautonoma, è ormai un rifugio per gli insorti sunniti. Continueranno però a prendere parte alle sedute del Parlamento, che sta con fatica cercando di formare un Esecutivo di larghe intese.
Le tensioni si sono anche tradotte nella presa di controllo da parte di forze locali dei campi petroliferi nel nord.
Sul terreno si segnalano poi un doppio attentato con una trentina di morti a Kirkuk, sempre nel Kurdistan, e l'uccisione di 11 poliziotti a Ramadi, città nel centro del paese assediata dalle milizie sunnite.
REUTERS/AFP/sf




