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Terremoto in Venezuela

I soccorsi svizzeri in Venezuela, “il naso dei cani resta insuperabile”

Marina Tulinski, conduttrice di cani da ricerca che ha partecipato a diverse missioni umanitarie, spiega come si opera sul campo in caso di catastrofe tra le macerie

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I membri di una squadra di ricerca e soccorso dell’esercito messicano partono da una base aerea di Città del Messico diretti in Venezuela per contribuire alle operazioni di ricerca delle vittime del terremoto che ha colpito il Paese il giorno precedente, giovedì 25 giugno 2026.
02:10

Radiogiornale delle 12.30 del 26.06.2026: il servizio di Alessio Veronelli

RSI Info 26.06.2026, 15:28

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Di: Radiogiornale-Alessio Veronelli/Giuditta Wiesendanger 

Una squadra di soccorso svizzera è volata in Venezuela per aiutare la popolazione colpita dal terremoto di due giorni fa. Alle 03:00 di venerdì notte, è decollato da Zurigo il volo Swiss con 80 specialisti di aiuto in caso di catastrofi, 8 cani e 18 tonnellate di materiale. Il carico comprende scorte di cibo per i cani, acqua potabile e macchinari di soccorso. Qualche ora fa la televisione venezuelana ha confermato l’arrivo alla base aerea militare di Maracay, 50 chilometri a ovest di Caracas.

Le immagini del terremoto

Coordinamento e preparazione

Intervistata da SRF, la responsabile del coordinamento con le altre squadre che operano in Venezuela, Regina Gujan, ha spiegato che il primo passo è ”contattare i responsabili sul posto, organizzare i mezzi di trasporto e capire dove si può essere d’aiuto”. Già attiva in Turchia nel 2023, Gujan dovrà coordinare le riunioni, trasmettere gli aggiornamenti operativi e redigere rapporti sulle attività svolte per informare tutte le squadre.

Per prepararsi a missioni simili gli specialisti svolgono regolarmente esercitazioni con l’obiettivo di lavorare in sicurezza e nel modo più efficiente possibile.

La Catena svizzera di salvataggio - Swiss Rescue

Quando avviene un grave terremoto o un disastro in qualche parte del mondo, tra le prime squadre di soccorso internazionali ad arrivare ci sono spesso, in divisa arancione, i soccorritori e le soccorritrici di Swiss Rescue, un’unità di intervento rapido specializzata nella ricerca e nel salvataggio di persone intrappolate sotto le macerie.

Tutto parte dal Servizio Sismologico Svizzero, che lancia l’allarme pochi minuti dopo una scossa. A quel punto, se il governo svizzero decide di intervenire, si attiva il resto della catena: la Guardia Aerea (REGA) e la Swiss International Air Lines mettono a disposizione gli aerei, l’aeroporto di Zurigo gestisce la logistica di partenza, e la squadra si prepara a decollare.

Tra gli ingranaggi chiave di questo dispositivo c’è anche REDOG, l’Associazione svizzera dei cani da ricerca e soccorso, che con le sue unità cinofile è incaricata di localizzare sotto le macerie eventuali sopravvissuti.

I cani da ricerca

Tra chi presta soccorso in caso di catastrofe ci sono anche i cani da ricerca. Per capire come funziona la ricerca di persone nelle macerie abbiamo intervistato Marina Tulinski, una volontaria con quarant’anni di esperienza nel campo della ricerca e soccorso con cani, che ha partecipato alla missione in Giappone nel 2011. 

Un soccorritore giapponese cammina con un cane da ricerca tra le macerie nella città devastata dallo tsunami di Rikuzentakata, nella prefettura di Iwate, nel nord-est del Giappone, il 9 aprile 2011.

Un soccorritore giapponese cammina con un cane da ricerca tra le macerie nella città devastata dallo tsunami di Rikuzentakata, nella prefettura di Iwate, nel nord-est del Giappone, il 9 aprile 2011.

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Tempestività e arrivo sul posto

La tempestività è cruciale. Prima si arriva sul posto, maggiori sono le possibilità di trovare persone vive sotto le macerie. Tuttavia, spiega Tulinski, “l’arrivo può essere ostacolato da strade interrotte” o dalla necessità di mobilitare una complessa catena di soccorso che include persone, materiali e strumenti tecnici. I conduttori di cani e le loro squadre portano con sé il necessario per essere autonomi per una decina di giorni: “cibo per i cani, e acqua potabile per 3 giorni, poiché non è garantita la disponibilità di acqua pulita”. Dal momento in cui si stabilisce sul posto, la Catena Svizzera fornisce le provviste.

Organizzazione delle operazioni

“L’organizzazione sul campo dipende dall’entità dei danni e dall’organizzazione dello stato colpito.” Generalmente, le squadre cinofile lavorano a fianco dei soccorritori della catena. Esistono procedure internazionali ben definite, come quelle stabilite dall’OCHA (Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari), per coordinare gli interventi e prevenire il caos.

La catena di soccorso si divide in diverse parti. Ogni conduttore di cane lavora con un “network” di supporto, che include un capo gruppo e soccorritori. Le squadre si dividono in gruppi più piccoli per poter lavorare 24 ore su 24 a turni, garantendo una copertura continua.

Le conduttrici e i conduttori di cani mostrano il loro lavoro con gli animali nei diversi ambiti delle squadre cinofile della sezione regionale della Svizzera orientale di REDOG, l’Associazione svizzera dei cani da ricerca e soccorso, in una foto scattata sabato 11 marzo 2023 a Frauenfeld.

Le conduttrici e i conduttori di cani mostrano il loro lavoro con gli animali nei diversi ambiti delle squadre cinofile della sezione regionale della Svizzera orientale di REDOG, l’Associazione svizzera dei cani da ricerca e soccorso, in una foto scattata sabato 11 marzo 2023 a Frauenfeld.

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Il ruolo del cane e del conduttore

Il conduttore deve conoscere a fondo il proprio cane, non solo per interpretare l’abbaio, ma anche per cogliere movimenti o cambiamenti nel comportamento che indicano una segnalazione. Non è solo il conduttore a osservare il cane; anche gli altri membri della squadra monitorano il cane che sta lavorando. I cani vengono addestrati per 3-4 anni per imparare a seguire l’odore di persone vive sotto le macerie.

Il naso del cane è ineguagliato dalla tecnologia

Nonostante i progressi tecnologici nel campo della ricerca e del soccorso, il fiuto del cane rimane uno strumento insostituibile. Le tecnologie attuali offrono aspetti complementari, ma nessuna macchina è riuscita a replicare la sensibilità e la precisione dell’olfatto canino. Questa capacità unica rende i cani da soccorso una risorsa preziosa: Tulinski parla di un “miracolo” che continua a stupire anche gli addetti ai lavori più esperti.

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30:35

Cani da macerie

RSI Falò 15.09.2023, 10:15

La ricerca

Inizialmente, vengono soccorse le persone visibili o che possono chiedere aiuto. I cani vengono impiegati per cercare coloro che non si sentono più, perché hanno perso conoscenza, o perché sono troppo in profondità. Quando un cane segnala la presenza di qualcuno, la segnalazione viene confermata da un secondo cane.

Successivamente, viene coordinato l’intervento dei soccorritori. Vengono utilizzate anche tecnologie come telecamere speciali e rilevatori per verificare la presenza di persone e capire come procedere con lo scavo. I cani vengono addestrati anche a entrare in spazi ristretti e a indicare la direzione (dritto, destra, sinistra, giù) dove l’odore è più forte. Il processo di scavo è lento e metodico, come “sfogliare una cipolla”, strato dopo strato, fino a raggiungere la persona.

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