Viktor Ianukovich ha annunciato che indirà elezioni anticipate e ha dato il suo assenso alla riattivazione della Costituzione del 2004 che, tra l'altro, prevede poteri ridotti per il capo dello Stato.
Il capo dello Stato ucraino, reduce dall'incontro con i rappresentanti dell'Unione Europea, della Russia e dell'opposizione, ha inoltre dichiarato che il processo per la formazione di un Governo di unità nazionale è già stato avviato.
Sono concessioni importanti, che dovrebbero soddisfare le richieste dei contestatori e por fine alle violenze.
Da parte sua, il Parlamento ha condannato l'uso della forza contro i manifestanti e ha proibito le "operazioni antiterrorismo" annunciate dai servizi segreti. A pronunciarsi in tal senso sono stati 236 deputati sui 238 presenti alla riunione straordinaria.
L'opposizione si divide
Il movimento Euromaidan (Piazza Maidan, o dell'Indipendenza, a Kiev è il fulcro della protesta contro il potere), che rappresenta almeno parte degli attivisti antigovernativi, respinge le proposte del presidente Ianukovich, negoziate con i rappresentanti di Unione Europea e Russia. La frangia più intransigente dell'opposizione vede come unica possibilità per rientrare nei ranghi le dimissioni del capo dello Stato.
Oleg Tiagnibok, uno dei capofila degli insorti, ha però dichiarato che le concessioni fatte dal Palazzo possono bastare per riprendere il dialogo tra le parti, a condizione che l'attuale ministro dell'interno e il procuratore pubblico siano esclusi da qualsiasi funzione nel prossimo Esecutivo provvisorio.
AFP/dg
Gallery video - Ianukovich fa marcia indietro
Gallery audio - Ianukovich fa marcia indietro
Contenuto audio
PP - La corrispondenza di Stefano Grazioli
RSI Info 21.02.2014, 12:55
RG 12.30 - La testimonianza di Jacob Balzani Loov, fotografo e giornalista italo-svedese che si trova a Kiev, al microfono di Emiliano Bos
RSI Info 21.02.2014, 13:37





