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In Siria sparizioni forzate e torture

Dal rapporto ONU emergono chiare violazioni dei diritti dell'uomo, prelievi di oppositori e torture sistematiche dei prigionieri

  • 19.12.2013, 13:47
  • 4 maggio, 12:43
Parenti degli spariti mostrano le loro foto

Parenti degli spariti mostrano le loro foto

  • REUTERS

Un rapporto dell’ONU – “Senza traccia: sparizioni forzate in Siria “ – reso pubblico giovedì rivela come sparizioni forzate avvengano su larga scala in tutta la Siria: “l’uso di tali procedimenti come tecnica di intimidazione e tattica di guerra corrisponde ad una violazione dei diritti umani”. La commissione d’inchiesta, di cui fa parte anche Carla Del Ponte, accusa il regime di Damasco di aver usato queste pratiche sin dall’inizio dei disordini nel 2011.

Le vittime: uomini civili

Le vittime, per la maggior parte uomini civili, sono state prelevate durante arresti di massa, perquisizioni a domicilio, posti di blocco e controlli negli ospedali.

I sequestri, spesso di carattere punitivo, hanno interessato membri delle famiglie dei disertori, militanti, combattenti dell’opposizione e chi ha offerto assistenza medica agli oppositori.

Uso sistematico della tortura

In tutti i casi documentati, i rapiti sono stati torturati durante la detenzione: “una tendenza molto inquietante verso un uso sistematico della tortura”, si può leggere nel documento.

Sequestri praticati anche dagli oppositori al regime

Dal rapporto emerge ugualmente che negli ultimi mesi, anche gruppi anti-governativi hanno ricorso a questo tipo di intimidazione. Intanto, le autorità siriane continuano a rifiutare l’accesso al paese.

RedMM/ats/mrj

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