Cristina di Borbone dovrà sedersi sul banco degli imputati nel processo per il "caso Noos". I giudici del tribunale di Palma di Maiorca, infatti, hanno respinto la richiesta dei legali della sorella del re Filippo VI di Spagna.
Gli avvocati chiedevano che venisse applicata all'Infanta la cosiddetta "dottrina Botín", per la quale nessuno può essere processato per crimini fiscali se non se non è lo stesso Stato a sostenere l'accusa, in questo caso l'Agenzia delle Entrate.
Accusata di evasione fiscale nell'inchiesta sulle attività del marito, a cui viene contestato di avere sottratto milioni di euro di fondi pubblici, rischia fino a 9 anni di carcere. Per il marito, un ex giocatore di pallamano professionista responsabile insieme al socio Diego Torres, anch'esso indagato, della fondazione no-profit Noos Institute legata allo sport, l'accusa ha invece chiesto 19 anni e mezzo di carcere per appropriazione indebita.
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