L’esercito iracheno ha effettuato sabato dei raid aerei con elicotteri nell’ambito di una più vasta offensiva che ha lo scopo di riconquistare la città settentrionale di Tikrit, nelle mani degli insorti sunniti dall’11 giugno.
Secondo dei testimoni, le truppe al suolo si trovano a pochi chilometri ad ovest della città e i combattimenti sono già cominciati.
È da giovedì che i militari preparano quest’assalto, il più grande dall’inizio della rivolta condotta dai jihadisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL).
Secondo fonti vicine al premier Nuri al-Maliki, gli Stati Uniti stanno offrendo un appoggio “sul terreno per studiare i bersagli importanti”. Anche la Russia si è espressa a proposito della situazione nel paese. Il viceministro degli affari esteri Sergei Ryabkov ha affermato che Mosca “non rimarrà con le mani in mano di fronte ai tentativi dei gruppi di propagare il terrorismo nella regione".
Scontri anche vicino a Bagdad
Si registrano scontri anche nelle province di Babilonia e Al-Anbar, 80 km a sud-ovest di Bagdad. I morti fra le forze di sicurezza irachene sarebbero 20, ha comunicato un portavoce dell'esercito. Fra gli insorti sunniti gli uccisi sarebbero 53.
Afp/reuters/ZZ





