Il premier iracheno designato Haider al Abadi ha continuato martedì a ottenere il sostegno della comunità internazionale che lo invita a formare velocemente un Governo capace di fronteggiare l’insurrezione dello Stato islamico (IS) nel nord del paese. Dopo ONU, Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna anche l'Iran e l'Arabia Saudita, le due grandi potenze sciita e sunnita della regione, hanno dato il loro benestare.
Il premier uscente Nuri al-Maliki, ancora al comando delle forze armate, ha domandato all’esercito di rimanere al di fuori della transizione politica.
La situazione rimane tuttavia tesa nel paese. A Baghdad l’esplosione di due autobombe ha ucciso 10 persone e ne ha ferite un’altra trentina.
Intanto, una deputata della minoranza yazidi, Vian Dakhil, nota ai media internazionali per avere denunciato in lacrime le violenze subite da questa comunità da parte dei jihadisti dell’IS, è rimasta ferita quando l'elicottero su cui viaggiava per portare aiuti ai rifugiati sulle montagne intorno a Sinjar è precipitato.
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