La situazione tra Israele e Palestina è sempre più tesa da quando il 12 giugno sono stati rapiti tre ragazzi ebrei, poi ritrovati morti 18 giorni dopo.
Già durante i loro funerali hanno avuto luogo degli scontri a Gerusalemme, in particolare in seguito la scoperta del cadavere di un 17enne palestinese, anche lui rapito e ucciso lunedì. I disordini sono proseguiti fino all’alba di giovedì e il bilancio parla di 65 feriti, di cui 18 con arma da fuoco. Le esequie del giovane, che dovevano avere luogo giovedì, sono state rimandate perché possa essere completata l'autopsia. Quando queste avverranno, si temono nuovi tafferugli, e le autorità si preparano alla massima vigilanza.
Nella notte tra mercoledì e giovedì, inoltre, numerosi razzi sono stati lanciati dalla striscia di Gaza in territorio israeliano. La reazione di Tel Aviv non si è fatta attendere, e l’aviazione ha risposto colpendo 15 obiettivi di Hamas. Durante questa operazione undici palestinesi sono rimasti feriti.
Anche in Cisgiordania diversi incidenti hanno coinvolto manifestanti palestinesi e forze di sicurezza israeliane, sulle quali sono state lanciate pietre e cocktail molotov.
RedMM/asta/afp/mrj





