Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha chiesto che i caschi blu dell’ONU vengano dispiegati in Ucraina per monitorare la tregua, una proposta che il Cremlino e i separatisti filorussi hanno definito "una violazione dei trattati di pace" di Minsk, se attuata. Accordi sulla cui rigida applicazione il quartetto Hollande-Merkel-Putin-Poroshenko è tornato a insistere in mattinata.
"La questione è stata discussa ed è stata presa la decisione di appellarsi alle Nazioni Unite e all’Unione Europea per preparare in Ucraina una operazione di peacekeeping", ha dichiarato il segretario del consiglio di sicurezza di Kiev, Oleksandr Turcinov, spiegando che le forze di protezione dovrebbero essere dispiegate sia lungo la linea del fronte sia al confine con la Russia.
"Gli accordi del 12 febbraio prevedono solo il ruolo dell'OSCE, non c'è nulla sull'ONU o sull’UE", ha dichiarato l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vitali Ciurkin.
Intanto, nell’est ucraino è quasi completato il ritiro delle truppe governative dalla città chiave di Debaltsevo, ora sotto il controllo dei secessionisti, dove i combattimenti erano continuati fino a mercoledì, nonostante il cessate il fuoco che avrebbe dovuto cominciare la scorsa domenica.
reuters/ats/ZZ




