Cinque anni di ineleggibilità, una pena di 4 anni di reclusione (di cui 1 anno effettivo con braccialetto elettronico) e una multa di 100’000 euro. È la richiesta di pena dell’accusa nei confronti di Marine Le Pen nel processo d’appello a Parigi. La procura non ha chiesto l’esecuzione immediata, della pena, contrariamente alla sentenza di primo grado. Nell’appello si deciderà se mantenere la condanna all’ineleggibilità, che per ora invalida l’ipotesi della sua candidatura alle presidenziali 2027. Il verdetto è atteso prima dell’estate.
Le Pen cerca di ribaltare la sentenza del 2025 che l’ha giudicata colpevole di aver utilizzato indebitamente i fondi del Parlamento UE per l’assunzione di assistenti dal 2004 al 2016. I pm accusano Le Pen di essere a capo di un “sistema” volto a “sottrarre” fondi pubblici dell’UE a vantaggio del suo partito.
Le Pen ha ammesso che alcune persone hanno lavorato per il suo partito (ai tempi Front National), pur essendo retribuite come assistenti parlamentari UE, definendo la cosa “un errore”.

Processo d'appello per Marine Le Pen
Telegiornale 13.01.2026, 12:30









