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La Francia ritira soldati e ambasciatore dal Niger

A due mesi dal colpo di Stato, l’annuncio di Emmanuel Macron potrebbe segnare una svolta

  • 24 settembre 2023, 22:18
  • 24 settembre 2023, 22:24
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Il presidente francese Emmanuel Macron

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Di: AFP/pon

Due mesi dopo il colpo di Stato che il 26 luglio ha deposto il presidente Mohamed Bazoum, il braccio di ferro in corso in Niger è forse giunto a una svolta. Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato domenica sera in un’intervista televisiva il ritiro dal Paese africano del contingente militare francese di 1’500 uomini - come richiesto dai golpisti - e anche dell’ambasciatore. Il capo della rappresentanza diplomatica e la sua squadra non potevano più uscire senza correre il rischio di essere arrestati ed espulsi. La loro immunità non è più garantita e stanno finendo le scorte di cibo e acqua. Rientreranno già nelle prossime ore

Per quanto riguarda la “fine della cooperazione militare”, che era stata avviata per combattere il jihadismo nella regione, “si concretizzerà in modo ordinato nelle settimane e nei mesi a venire”, “entro la fine dell’anno”. “La Françafrique non esiste più, quando c’è un colpo di Stato non interveniamo”, ha affermato Macron. Dell’operazione Berkhane contro il terrorismo resta così dopo dieci anni solo una piccola presenza in Ciad, un migliaio di uomini.

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Una bandiera francese data alle fiamme in Niger

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A dimostrazione delle relazioni tese con l’ex potenza coloniale, Niamey domenica aveva pure annunciato la chiusura del suo spazio aereo per tutti gli aerei francesi, mentre per gli altri resta aperto.

Minaccia di intervento militare

Le frontiere terrestri nigerine con Benin e Nigeria sono invece ancora chiuse da quando la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) ha imposto pesanti sanzioni nei confronti della nuova giunta al potere a Niamey e questo pesa sulla vita della popolazione di quello che è uno degli Stati più poveri del pianeta. Secondo le Nazioni Unite, il prezzo dei cereali che costituiscono l’alimentazione di base è cresciuto fra il 12 e il 24% e i medicamenti scarseggiano. Il Niger può continuare a contare invece su altri vicini, come Algeria e soprattutto Mali e Burkina Faso, con cui ha concluso un’intesa in cui si prevede mutua assistenza in caso di violazioni dell’integrità territoriale. L’ECOWAS aveva infatti minacciato di intervenire militarmente per ripristinare l’ordine costituzionale, anche se non ha ancora messo in pratica questa opzione.

Notiziario delle 22:00 del 24.09.2023

Notiziario 24.09.2023, 22:18

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