La Grecia è in allerta per la diffusione del pesce palla argenteo (Lagocephalus sceleratus), una specie invasiva arrivata nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez. Avvistato per la prima volta nelle acque greche venti anni fa, questo predatore rappresenta una minaccia sia per la sicurezza dei bagnanti sia per l’economia locale.
Accanito divoratore di piccoli pesci, molluschi e cefalopodi, il pesce palla argenteo altera gli equilibri della fauna marina e provoca ingenti danni all’attività della pesca distruggendo le reti. Secondo i pescatori, dove arriva lascia ben poco alle altre specie. “Si mangia tutto, anche le seppie, soprattutto adesso che è estate. I mari sono più caldi e non sappiamo cosa fare”, racconta un pescatore di Creta.
Ma l’animale può essere pericoloso anche per l’uomo. I suoi tessuti contengono tetrodotossina, una neurotossina molto potente che, se il pesce viene consumato, può causare paralisi, insufficienza respiratoria e morte. Il morso non è tossico in sé, ma le mascelle robuste possono provocare ferite profonde e sanguinamenti. Lo scorso mese una bagnante è stata morsa nella zona di Varkiza, vicino ad Atene, e ha avuto bisogno di punti di sutura. La Croce Rossa greca ha emesso un avviso consigliando ai cittadini di rivolgersi al pronto soccorso in caso di morso.
Il Comune di Chalkida, capoluogo dell’isola di Evia affacciata sul mare Egeo a circa 130 chilometri a nord di Atene, ha installato il mese scorso la prima barriera galleggiante nella spiaggia di Rodies. Secondo i piani, sei spiagge in totale verranno dotate di queste protezioni, con un costo complessivo di circa 366’000 euro. “Il nostro dovere e la nostra principale preoccupazione devono essere la sicurezza dei nostri cittadini”, ha dichiarato al Guardian Antonis Spanos, vicesindaco di Chalkida. “Meglio prevenire che curare”.
Il morso del pesce palla rimane comunque un fenomeno molto raro e la principale fonte di preoccupazione ha a che fare con l’impatto economico. Uno studio stima una perdita fino a 8’000 euro all’anno per peschereccio a causa di danni provocati dalla specie invasiva che si diffonde anche perché non ha predatori naturali nel Mediterraneo.
Per contrastare l’invasione, il governo greco ha deciso di seguire l’esempio di quanto già fatto a Cipro e ha avviato un programma di incentivi economici per i pescatori di Creta e dell’Egeo meridionale, offrendo circa 5 euro per ogni chilo di pesci palla catturati. Gli esemplari catturati vengono poi destinati agli impianti di incenerimento. È troppo presto per sapere se il piano si rivelerà efficace, ma alcuni temono che sia già troppo tardi per invertire la diffusione.
Lagocephalus sceleratus
Rete Uno 16.04.2025, 16:15
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