Sono ormai decine di migliaia le persone costrette ad abbandonare la propria casa nel dipartimento della Gironda, in Francia, a causa degli incendi che stanno devastando il sud-ovest del Paese, dove sono in arrivo anche 34 pompieri romandi.
La trasmissione radiofonica SEIDISERA della RSI ha intervistato un ticinese, Pietro Conti, che vive a pochi chilometri da Bordeaux da ormai quasi 13 anni. Di seguito la sua testimonianza.
“Due coppie che abitano nel Comune vicino stanotte sono state evacuate e sono venuti da noi, cosa che non pensavamo due giorni fa, perché il fuoco era a 50 chilometri di distanza, era lontano. Pensavamo: mai arriverà verso Bordeaux. Stamattina, tra l’altro, hanno evacuato ancora due città, più grandi di Locarno, perché sono tutte limitrofe, una dopo l’altra fanno la periferia di Bordeaux. Ormai il fuoco è qua. Adesso sono fuori in giardino e il fumo c’è. Si sente l’odore acre”.
Lei lo sente il pericolo?
“Adesso, di giorno, l’incendio non si vede. Ma la sera, col calare del sole, faceva paura... Il vento si è calmato, almeno qua da noi. Speriamo per tutti i pompieri, perché ce ne sono 700. Speriamo che venga a piovere così che li aiuti anche dal cielo. Per adesso non abbiamo ricevuto altri messaggi delle allerte, però siamo in campana. Pronti per partire”.
“Hanno creato un centro che accoglie le persone uscite di casa a Bordeaux, dove c’è già gente evacuata da ieri, dove si può mangiare, bere, riposarsi”.
“Noi viviamo in una zona boscosa, di alberi ce ne sono. Basta un niente che brucia tutto: è secco, non piove da mesi e le temperature si avvicinano ai 40 gradi. È proprio quello che l’incendio aspetta”.
“L’odore del fumo ormai lo abbiamo dentro in casa. Non teniamo aperto, ma passa dalle canalizzazioni, passa dalla climatizzazione, dappertutto... Teniamo i pugni”.

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Telegiornale 25.07.2026, 12:30









