L'Università di Medicina di Tokyo ha confessato di aver falsificato i risultati degli esami di ammissione delle candidate donne, per consentire l'accesso a un numero più elevato di uomini. Il caso, sollevato da un'inchiesta giornalistica, è stato confermato da un'indagine interna all'ateneo.
I risultati hanno pure portato alla luce tangenti riscosse da due dirigenti dell'istituto, già costretti a dimettersi, ma anche favoritismi; in particolare nei confronti del figlio di un alto funzionario del Ministero nipponico dell'istruzione.
L'obiettivo delle manipolazioni, iniziate nel 2006, era di mantenere la percentuale delle ragazze ammesse agli studi "sotto il 30%" ed evitare - a quanto pare - una penuria di medici dovuta ai congedi per maternità.
ANSA/AlAn





