Due neonati sono morti recentemente in Francia in circostanze sospette. Al centro dell’attenzione c’è il latte in polvere di Nestlé contaminato da cereulide, una tossina molto pericolosa. Le procure di Bordeaux e Angers hanno aperto due inchieste penali.
Il primo caso riguarda un neonato nato il 25 dicembre e morto l’8 gennaio in un ospedale vicino Bordeaux. Il secondo decesso è avvenuto a fine dicembre ad Angers. Entrambi i bambini avevano assunto latte in polvere dei marchi coinvolti nel richiamo (Guigoz e Nidal) e presentavano sintomi come vomito e diarrea. I procuratori precisano che non c’è ancora un nesso certo tra le morti e il latte contaminato.
A inizio dicembre 2025, circa un mese prima delle morti, Nestlé aveva rilevato la presenza di cereulide in uno stabilimento nei Paesi Bassi. La tossina è molto resistente e può provocare gravi disturbi gastrointestinali, soprattutto nei neonati. L’azienda ha quindi avviato un richiamo preventivo dei lotti di latte in polvere distribuiti in vari Paesi europei, tra cui la Francia. I marchi coinvolti sono principalmente Guigoz e Nidal di Nestlé, ma anche Lactalis, Danone e la svizzera Hochdorf-Bimbosan hanno dovuto ritirare prodotti.
Un’altra tegola sulla multinazionale
Nestlé è finita nell’occhio del ciclone anche per altri scandali recenti. Ha fatto molto parlare quello delle acque minerali sottoposte a trattamenti di purificazione, poi le pizze Buitoni contaminate da escherichia coli. Nel 2020 ci furono invece accuse di marketing aggressivo in Africa, dove veniva spinto l’utilizzo di latte in polvere in Paesi che hanno un accesso limitato all’acqua potabile. E infine l’ultimo caso con la rimozione dell’ex direttore generale Laurent Freixe per una relazione con una sottoposta. Non va poi dimenticata anche la causa intentata dalla città di San Francisco contro dieci multinazionali alimentari, tra cui anche Nestlé, accusandole di essere responsabili, con i loro prodotti ultra-processati, dei danni legati all’aumento di malattie come obesità, diabete o cancro.

Nestlé e l’acqua pura che non c’è più
RSI Il mondo là fuori 23.05.2025, 15:30
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Le accuse e la difesa
Le ONG accusano Nestlé di non aver comunicato in modo tempestivo e trasparente. L’azienda aveva ad esempio detto che la Svizzera non era toccata, ma a inizio gennaio ha ritirato lotti dei marchi BEBA e Alfamino.
Una portavoce di Nestlé ha risposto alle sollecitazioni della RSI respingendo le critiche. Secondo l’azienda, il richiamo è stato immediato dopo la scoperta della contaminazione. La cereulide si trovava in un olio prodotto da un fornitore cinese e le informazioni sono state trasmesse subito alle autorità sanitarie. La portavoce sottolinea che la sicurezza alimentare dell’azienda “non è mai stata così elevata come oggi”, ma riconosce che sarà necessario “lavorare per riconquistare la fiducia dei consumatori”.
Il nuovo direttore Philipp Navratil ha pubblicato un video di scuse, esprimendo solidarietà alle famiglie e ribadendo l’impegno di Nestlé per la sicurezza.









